L’idea vincente del titolo EA trae la sua origine agli inizi degli anni ’90, quando nelle sale giochi fece il suo ingresso il coin-op che rivoluzionò il concept di gioco sportivo: NBA Jam. I ragazzi della Midway in quel frangente abbandonarono del tutto ogni velleità di simulazione, concentrandosi su un solo aspetto del basket, la spettacolarità spinta oltre ogni limite! Tutto grazie a schiacciate che sfidavano ogni legge della fisica e a uno speaker che urlava frasi ad effetto tipo: ‘Boomshakalaka!’ Mai gioco sportivo è stato più adrenalinico! La lezione impartita dal capostipite del basket spettacolo è stata appresa ed assimilata perfettamente dagli sviluppatori di NBA Street e ne hanno dato prova nei precedenti capitoli della seria apparsa sulle console della passata generazione. NBA Street Homecourt è comunque decisamente un passo più avanti rispetto al vecchio NBA Jam, sfoderando delle trovate assolutamente geniali come l’esecuzione di trick da giocoliere, la possibilità di umiliare l’avversario e il famigerato Gamebreaker.
Squadra che vince non si cambia
Nell’edizione 2007 il titolo EA Big fa la sua comparsa in grande stile aggiungendo alcune migliorie al gameplay già collaudato e rendendo l’esperienza di gioco ancora più esaltante. Purtroppo alcune scelte di produzione hanno penalizzato la realizzazione di quello che poteva essere un capolavoro nel suo genere.
Il punto di forza di questo titolo è indubbiamente la possibilità di eseguire mosse palla alla mano dall’incredibile spettacolarità. I giocatori eseguono anche il più bizzarro dei movimenti in maniera fluida e precisa, grazie a un sistema di comandi molto intuitivo, immediato e per certi versi più semplice di quello presentato nei precedenti capitoli della serie. È stata abbandonato l’uso della levetta analogica destra lasciando alla sola pressione di due tasti (X e Y) l’esecuzione degli innumerevoli trick. Inoltre associando anche l’uso dei tasti dorsali, le evoluzioni dei giocatori in campo diventano ancora più elaborate, facendo salire vertiginosamente i trick-point e contemporaneamente la barra del Gamebreaker. Dopo aver fatto letteralmente impazzire il difensore è possibile concludere l’azione con una dirompente schiacciata svettando da altezze spropositate e facendo acrobazie di ogni genere. Qui entra in gioco una delle innovazioni nel gameplay più interessanti: durante l’esecuzione della schiacciata compare sullo schermo una barra che si riempirà lasciando premuto il pulsante di tiro, a questo punto subentra l’abilità del giocatore: se si rilascia il tasto troppo presto, la schiacciata andrà si a buon fine ma verrà segnato un solo punto; se lo si rilascia troppo tardi il personaggio in volo si schianterà sul canestro e non verrà segnato alcun punto; da ultimo, se la pressione del tasto dura esattamente fino a quando la barra viene riempita completamente, allora a una prima schiacciata ne seguirà un’altra in rapida sequenza, sottoponendo il canestro a una doppia tortura. Questa modalità di gioco invoglia a rischiare per ottenere un punteggio più alto con un’unica azione, per eseguire la spettacolare doppia schiacciata, accumulare vantaggio e rimpolpare la barra del Gamebreaker.
Se fino ad adesso il gioco sembra un concentrato di fuochi d’artificio pronti a esplodere, le cose si fanno addirittura più entusiasmanti quando viene attivato il Gamebreaker, una sorta di trance agonistica in cui tutti i trick dei cestisti diventano ancora più elaborati e complicati e la schiacciata finale è assolutamente devastante. In più, rilasciando il tasto del tiro al momento opportuno vedremo il giocatore eseguire non due ma bensì tre schiacciate in sequenza, un’esperienza esaltante, il massimo per umiliare l’avversario. Il Gamebreaker però presenta anche delle controindicazioni che possono ribaltare la situazione da un momento all’altro e mandare in fumo tutti gli sforzi fatti per colmare la barra e raggiungere lo status di “supergiocoliere”. Infatti è sempre dietro l’angolo la funesta possibilità che la squadra avversari rubi la palla e in questo caso il Gamebreaker passa di mano con la conseguenza di subire una serie di punti enorme! In definitiva anche durante il Gamebreaker l’abilità di organizzare l’azione da parte del giocatore è in primo piano.
Chi non salta bianco è
NBA Street Homecourt offre una modalità di gioco in single player, la Carriera, in cui bisognerà portare ai vertici del basket underground un giocatore creato ex novo. Una menzione particolare merita il sistema di creazione del personaggio, uno dei più originali e, per certi versi, comici che si sia mai visto. Dimenticate le ore passate a modificare ogni singolo muscolo e osso della faccia del vostro futuro campione, in questo caso vi troverete a scegliere due giocatori famosi esistenti e assisterete alla nascita di un terzo giocatore “figlio” (il vostro “figlio”!), creato miscelando i tratti somatici dei vostri campioni preferiti. La personalizzazione fisica del giocatore nel complesso è alquanto limitata ma per aggiungere un po’ di profondità al gameplay è possibile scegliere il ruolo ricoperto in squadra e lo stile di gioco. Successivamente si passa alla creazione del vostro playground e, per finire, si possono scritturare i primi giocatori del nostro team.
La modalità Carriera non si discosta molto dalle precedenti versioni offrendo una discreta varietà di match, con regole particolari. Si va dal ‘Back to basics’ classico 3vs3 con vittoria a 7 o 21, fino alle partite in cui per vincere bisogna fare più trick point o raggiungere il maggior numero di gamebraker.
Aumentando le vittorie il nostro campione in erba accumulerà esperienza che gli permetterà di migliorare alcune caratteristiche; tra queste solo una denominata ‘freak skill’ sarà potenziata ai massimi livelli. Così in quel frangente (tiro, schiacciata, stoppata, ecc.) il giocatore sarà insuperabile. Purtroppo il gioco in single player si esaurisce qui e per quanto possa durare a lungo, questa modalità è semplicemente scarna. Fortunatamente NBA Street Homecourt offre la possibilità di giocare contro avversari umani sia online che offline e questo ne aumenta notevolmente la longevità. I tipi di partita selezionabili sono gli stessi presenti nel gioco off-line. Il gioco online è divertente e avvincente, quello che manca è la presenza di una carriera online, feature che avrebbe raddoppiato il valore insito di questo gioco.
Sprite Slam Dunk
L’aspetto grafico di NBA Street Homecourt è di alto livello. I modelli dei giocatori sono dettagliatissimi e vari. I campi di basket presenti in numero accettabile riproducono abbastanza fedelmente l’atmosfera underground del basket di strada. Quello che veramente sbalordisce sono le animazioni dei cestisti che si rivelano fluide, precise e veloci persino nei momenti di gioco più affollati. Questo anche grazie a un motore grafico che fa girare tutto a 60 fps. Una scelta di un certo effetto è stata quella di filtrare l’azione attraverso una cinepresa 8mm, con pellicola virata seppia: si ha molto l’impressione di guardare i video girati a mano di vecchie partite di quartiere. Questo effetto rende molto l’idea dell’ambiente di strada ma potrebbe anche non piacere e non è disabilitabile dalle opzioni, tuttavia una volta concentrati sull’azione è l’ultima cosa a cui penserete.
La colonna sonora di tutto rispetto presenta una nutrita compilation di pezzi hip-hop, che si sposano piacevolmente con il concept e il background del gioco. Gli effetti sonori sono molto realistici anche se talvolta poco credibili: è difficile che sul cemento consunto di un playground le scarpe scricchiolino come sul parquet!
Time Out
In definitiva, NBA Street Homecourt è un ottimo titolo dalla giocabilità solida e appagante purtroppo minata da alcune scelte di produzione un po’ azzardate (poche modalità di gioco). Accanto però a questo difetto convivono dei pregi assoluti, come la grafica superlativa e il gioco online praticamente infinito, che lo rendono un acquisto quasi d’obbligo per chi vuole un titolo divertente e fuori dal coro.
Pro:
- giocabilità al limite dalla perfezione;
- animazioni meravigliose;
- frame-rate elevato (60 fps);
Contro:
- poche modalità di gioco in single player;
- manca la carriera online.
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