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Piattaforma:
Game Info Game Review Screenshots Gallery
Voto Globale 9
Grafica 8.5
Audio 8.5
Giocabilità 9
Innovazione 8.5
Durata 9
Command & Conquer 3: Tiberium Wars
Reviews
Dr. Kerneg
Galleria Completa

Intro

La maestria di una software house e di un gruppo di realizzatori di videogames affiatati e pieno di idee si mostra soprattutto nell’affrontare le situazioni più spinose in termini di progettazione e realizzazione di titoli concepiti per essere ospitati su altre macchine differenti dalla console. Electronic Arts ne era consapevole quando ha reso noto il suo proposito di pubblicare il terzo capitolo di Command & Conquer su XBOX360. In questo caso inoltre avrebbe avuto puntati addosso gli occhi di milioni di giocatori che in anni passati, quando la console di MS non era che un mero presagio, avevano guidato le loro truppe virtuali negli scenari dei precedenti titoli della serie. La sfida che si era parata di fronte a EA era dura e difficile: convertire un titolo pensato per PC e portarlo in un universo tecnologico del tutto nuovo, in cui mouse e tastiera sono sostituiti da un pad in parte analogico e in parte digitale. La posta in gioco si è dimostrata alta fin da subito: era necessario assolutamente non tradire le aspettative dei giocatori affezionati e contemporaneamente mettere a punto un gioco che facesse avvicinare agli RTS anche chi non avesse la benché minima idea dell’esistenza di Command & Conquer.
La domanda che ci poniamo e a cui cercheremo di rispondere è se Electronic Arts sia riuscita nel suo intento o se invece questo suo ambizioso progetto si sia rivelato il proverbiale passo più lungo della gamba.

Come un film…

Una condizione necessaria (ma non sufficiente) a rendere un RTS un titolo appassionante è la presenza di una trama articolata e ricca di colpi di scena. Dopo anni e anni, gli sceneggiatori della serie di C&C sembra non abbiamo perso smalto e anzi hanno ancora idee da vendere e una gran voglia di raccontarle.
L’ambientazione è quella tipica cyberpunk, in cui la tecnologia sfrenata si sposa con un deterioramento del tessuto socioeconomico, portando a scenari apocalittici e distruttivi, con città fatte di palazzi diroccati e isolati ridotti a cumuli di macerie, alternate a zone desertiche brulle e desolate. In questo teatro cadente, l’intero mondo è stato suddiviso in zone: quelle rosse, in cui la vita è solo un ricordo lontano; quelle gialle abitate solo da disperati e quelle blu, dove vivono i ricchi e i potenti. Seguiremo le battaglie dei GDI (Global Defense Initiative) contro la Fratellanza di NOD. Il motivo dell’ostilità è il possesso e l’utilizzo del Tiberium, minerale comparso sulla terra, che ha la duplice funzione di dare energia e contemporaneamente annullare la vita nelle zone circostanti ai suoi giacimenti, causa della divisione del mondo in zone.
La trama si svolge, un passo alla volta, narrata tra una missione e l’altra da filmati interpretati da attori veri, tra cui spiccano  nomi conosciuti come Jennifer Morrison (la dr.ssa Cameron della serie ‘Dr House’) e Michael Ironside (visto in pellicole come ‘Atto di Forza’ e ‘Starship Troopers’). Gli spezzoni hanno il compito di erudire il giocatore sugli obiettivi della missione e sulla situazione mondiale, grazie anche ai frequenti collegamenti con un telegiornale virtuale, molto immersivi.
Una virata fantascientifica quasi inaspettata sconvolge l’”ordinario” svolgersi dei fatti, quando fa la sua comparsa il ‘terzo incomodo’ nella figura di una razza aliena, gli Scrin, intimamente legata al Tiberium.

Gameplay

La vera sfida affrontata dal team di realizzatori di EA è stata quella di creare un’interfaccia di gioco e un sistema di comandi che ottimamente si sposasse con il pad della console senza mai far rimpiangere l’uso del mouse e della tastiera. Con C&C è stato fatto un lavoro eccellente, grazie a un uso sapiente dei tasti della periferica. Imparare le varie funzioni dei pulsanti è cosa abbastanza immediata, grazie alla possibilità di richiamare un menù con la semplice pressione del tasto dorsale sinistro. Con il D-pad è possibile scorrere le varie opzioni e da lì velocemente creare edifici, unità e mezzi di locomozione, con la pressione del tasto A. Con questo metodo, tutte le operazioni di pianificazione sono velocizzate permettendo al videogiocatore di organizzare le sue battaglie in maniera immediata e intuitiva.
Anche la selezione delle singole unità da spostare, schierare e lanciare all’attacco è molto intuitiva e con pochi veloci passaggi è possibile creare gruppi, selezionare solo un tipo di unità o aggiungere singoli individui a un manipolo precedentemente formato. Con il tasto dorsale destro, inoltre, si possono selezionare con una sola mossa tutte le unità presenti sullo schermo.
Tutte queste nozioni sono precisamente spiegate nella missione tutorial, che risulta essere avvincente senza mai annoiare. Una volta acquisite le basi ci si può lanciare nella campagna in single player. In questa modalità di gioco all’inizio sarà presente solo la sola campagna GDI, a cui se ne aggiungeranno altre due nel corso del gioco: quella dei NOD e degli Scrin. La prima delle due narra le vicende della campagna GDI dall’altra parte della barricata, mentre nell’ultimo e più difficile set di missioni prenderemo in mano le truppe degli alieni sbarcati sulla Terra.
I vari capitoli della storia sono ben strutturati e le missioni risultano molto varie e ricche e non si limitano a un continuo accumulare risorse e devastare le base nemica. Infatti ogni missione è corredata da una serie di obiettivi principali e da un certo numero di target secondari, che variano dalla conquista di determinati edifici strategici fino alla costruzione di un particolare complesso o al completamento del livello usando un solo tipo di unità.
Il gameplay varia anche a seconda della fazione che decidiamo di comandare. Ognuna di esse ha dei punti di forza e delle debolezze che bisogna conoscere per padroneggiare a pieno ogni tipo di unità e poter pianificare strategie degne di questo nome. La razza più difficile da governare è sicuramente quella degli Scrin, che differiscono dalle altre due sotto diversi aspetti, fin dall’estrazione e dall’utilizzo del Tiberium.
In un RTS che si rispetti bisogna far menzione della componente strategica e del suo peso per completare il gioco in single player. C&C 3 eccelle vistosamente in questo frangente. Le unità a nostra disposizione sono tantissime e ognuna è dotata di propri punti di forza e proprie debolezze, obbligandoci a utilizzarne alcune per determinati compiti e riservarne altre per scopi diversi. Lo stesso dicasi per i mezzi a disposizione, presenti in gran numero e in gran varietà, sia aerei che terrestri. Lo studio del gioco  si deve estendere anche alle costruzioni degli edifici che è ben congegnato con un sistema di propedeuticità importante da afferrare per poter disporre subito di armamenti ad alto potenziale.
Il gioco in singolo contro la CPU risulta essere molto soddisfacente grazie a un’intelligenza artificiale ben programmata, sempre all’altezza della situazione. Fin dalle prime battaglie il computer si rivelerà un avversario temibile, aggressivo, pronto a punire ogni nostro errore senza lasciarci tregua se non saremo in grado di tenergli testa.
Per trovare una pecca nel gameplay di C&C 3 bisogna ammettere che talvolta è un po’ fastidioso trovare un posto dove collocare le nuove costruzioni: anche se il terreno, a tutti gli effetti, sembra ideale per mettere in piedi una fabbrica di carri armati, ci verrà invece notificato il contrario, facendoci perdere del tempo prezioso alla ricerca del suolo adatto.

Multiplayer

Se la sfida contro la CPU è molto entusiasmate, il divertimento vero e più genuino emerge solo nelle partite contro avversari umani. Questa modalità non manca di sorprendere per la cura con cui è stata realizzata, grazie alla enorme personalizzazione dei match e alle molteplici modalità di gioco.
I realizzatori di C&C non hanno badato a spese pur di creare un’esperienza multiplayer (fino a quattro giocatori) quasi indimenticabile. La varietà delle partite fruibili è enorme. È possibile scegliere tra Skirmish (la classica tutti contro tutti – singoli o a squadre); Capture the flag, mutuata dalla migliore tradizione FPS, in cui bisognerà appunto catturare la bandiera e riportarla in base; King of the Hill, in cui bisogna conquistare una zona della mappa e tenerla sotto controllo per un certo lasso di tempo. Con quest’ultima modalità la componente strategica di C&C rivela la sua precisione, costringendo il giocatore a padroneggiare sia una posizione di attacco più sfrenata sia una situazione di difesa difficile e prolungata.
Un ultimo tipo di gioco presente nella modalità multi giocatore del titolo EA è Siege, in cui si setta un tempo limite durante il quale è possibile accumulare risorse, armamenti e soldati restando asserragliati nella propria base senza poter attaccare. Allo scadere di questo periodo di quiete, si scatena la tempesta, con le opposte fazioni che danno inizio alle ostilità cercando di annientarsi a vicenda.
Le mappe in dotazione sono ben congegnate e in gran numero e conoscerle a menadito è un attributo imprescindibile per poter affrontare le sfide online.
La ricchezza e la cura con cui è stato realizzato il gioco in multiplayer si notano in alcuni dettagli e alcune chicche da maestri. Una su tutte è la possibilità di utilizzare la LiveVision. La webcam assume un ruolo cruciale alla fina di un incontro in cui il vincitore si prende i suoi trenta secondi di celebrità sbeffeggiando l’avversario e sottoponendolo a ogni sorta di improperi!

Grafica e Sonoro

Il porting di C&C su XBOX360 non è stato un lavoro doloroso per quel che riguarda l’aspetto artistico. Il solido motore grafico de gioco fa un ottimo lavoro nel gestire la telecamera, che rotea e zooma liberamente al semplice movimento della levetta analogica di destra e si sposta in carrellate precise consensualmente alle sollecitazioni della levetta di sinistra.
Una nota di encomio spetta ai designer del gioco. L’aspetto fantascientifico è pienamente sopperito dal mecha-design futuristico e imponente che caratterizza le unità motorizzate, mentre i soldati umani sono ben caratterizzati e riconoscibili sul piano del gioco. I movimenti sono ben ricreati e le truppe si spostano in ordine e con una certa cognizione di causa, senza imporre al giocatore continui raddrizzamenti di rotta. Meritano una menzione a parte gli Scrin, con il loro aspetto così biologicamente alieno, le animazioni altere e magniloquenti che li descrivono come una razza conquistatrice e dominatrice.
Gli effetti speciali si sprecano, come c’era da aspettarsi in gioco di guerra. Effetti di luce e particellari illuminano lo schermo accompagnati da solide esplosioni dirompenti, missili che svolazzano per la mappa in cerca del bersaglio… uno spettacolo di morte e distruzione perfettamente ricreato che non manca di sommergere il giocatore all’interno dell’avventura.
Purtroppo nelle fasi più concitate delle battaglie, quando decine di unità popolano il monitor sparando all’impazzata, il gioco soffre di un piccolo calo di frame-rate, con rallentamenti che però non inficiano assolutamente l’andamento della partita.
Il comparto audio sottolinea appieno quello che accade sul campo di battaglia. Lo score è vario con musiche epiche piene di archi fino a pezzi rock-metal che esplodono in un tripudio di chitarre elettriche durante i momenti più distruttivi dell’azione.
Gli effetti sonori sono ricercati e precisi e lo stesso si può dire delle voci dei soldati che rispondono ai vostri comandi. Sul versante alieno del gioco il sonoro fa lo stesso la sua bella figura, arricchito da suoni e rumori che non sono di questo mondo.

Longevità

Il terzo capitolo della serie di Command e Conquer si presenta denso e avvincente. La campagna in single player, grazie alla possibilità di utilizzare le tre fazioni, impegnerà il giocatore per tante ore di gioco. Più di trenta missioni sono tante e in ognuna di esse ci sono da sbloccare obiettivi primari e secondari che vi terranno incollati alla console per giorni. A tutto questo si aggiunge una sezione multiplayer ineccepibile, ricchissima di opzioni e modalità di gioco, facendo di C&C 3 un titolo praticamente immortale.

Conclusioni

Per voler rispondere alla domanda che ci eravamo posti all’inizio, EA ha semplicemente vinto la sua scommessa, dimostrando che è possibile realizzare un ottimo RTS e proporlo in una console. Command e Conquer non è solo un ottimo gioco, appassionante e avvincente, ma anche l’unico esponente del genere presente su XBOX 360, un titolo che non dovrebbe mancare nella ludoteca di nessuno.

Pro: Un RTS magnifico realizzato magnificamente; Sistema di comandi intuitivo; Multiplayer strepitoso e ricco di opzioni

Contro: Sistema di costruzione degli edifici talvolta un po’ farraginoso; Qualche calo di frame rate durante le fasi affollate delle battaglie

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