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Che il genere fantasy abbia preso piede non v’è dubbio, è un dato di
fatto. Negli ultimi anni, infatti, importanti pellicole
cinematografiche hanno ricalcato gli elementi cardini di questo filone
dando vita a successi di apprezzabile notorietà, trascinando la mente
dello spettatore in mondi lontani ed incantati, quasi ad offrirci una
bellezza irreale di un tempo imprecisato. E’ procedendo in questa
direzione che il mondo dei videogiochi, non potendosene stare mani in
mano, ha creato diverse serie modellando ed intrecciando aspetti
dominanti quali il mito e la fiaba.
Una delle saghe più longeve della storia ludica è quella di Might and Magic
che, per chi non lo sapesse, vide la luce negli anni ’80. Avvicinandoci
ai giorni nostri, ecco che arriviamo alla fine del 2006, quando sbarca
su personal computer l’ennesimo titolo della saga: Dark Messiah of Might and Magic.
Ma il mito di M&M non si ferma qui, è infatti per volontà degli
stessi sviluppatori che il gioco, dopo poco meno di due anni di
distanza, viene convertito ed approda anche su Xbox 360, aggiungendo al
titolo il suffisso “Elements”.
L’antica profezia del Messia Oscuro
Mille anni fa, nelle terre libere e sconfinate di Ashan, la pace
regnava sovrana, il sole carezzava di luce le verdi vallate ed i
sorrisi giocosi dei bambini spegnevano il muto silenzio di una
tranquillità senza spazio né tempo. Gli eserciti degli Umani, degli
Elfi e dei Nani contenevano senza alcuna difficoltà gli attachi dei
piccoli insediamenti delle tribù dei Demoni, i quali miravano con
malvagie intenzioni alla conquista del mondo. Ma si sa, il male è
sempre in agguato e laddove vige la pace, la guerra potrebbe
imperversare, portando con sé devastazione e bramosia. E’ così che
iniziò un periodo oscuro e di disfacimento: la Guerra del Fuoco impazzò
sul volto di Ashan. L’odore di morte permeava l’aria e l’oscuro
inaspriva la notte di losco. Le anime dei regnanti vennero corrose e
depredate, trasformando gli stessi in esseri senza scrupoli ed assetati
di conquiste, atteggiamenti che presto li condussero verso l’avarizia e
la tirannia, alimentando di conseguenza i pochi insediamenti dei Demoni
rimasti illesi che così ritrovarono vigore e forza, la stessa forza che
avrebbe fatto sprofondare nell’oscurità le terre di Ashan. Bisognava
agire, ed anche in fretta, altrimenti la pace sarebbe stata solo un
vago e lontano ricordo. Umani, Elfi e Nani strinsero un patto di
alleanza e si batterono contro le orde dei Demoni. Non fu facile, la
battaglia fu aspra e sanguinaria, le vite spezzate furono diverse
migliaia. Alla fine, però, le forze alleate ne uscirono vittoriose ed
il merito spettava all’eroico sacrificio del mago Sar-Elam, il Settimo
Drago. Gran conoscitore della magia bianca e dotato di poteri
semi-divini, con l’aiuto dei suoi compagni fedelissimi, Sar-Elam cacciò
i Demoni dal mondo in un limbo di fuoco eterno. Avvalendosi
dell’essenza del proprio spirito, riuscì a forgiare una prigione in
grado di chiudere per sempre i Demoni. Ma qualcosa andò storto e la
magia evocata, nonché l’estremo sacrificio di donare la propria vita,
non furono capaci di creare una prigione totale ed eterna: nella
barriera si aprì una minuscola falla che ne caratterizzò il punto
debole e che avrebbe permesso all’influenza demoniaca di turbare il
mondo durante le eclissi di luna. La civiltà dei Demoni tornò via via
alla vita e a seminare morte e distruzione reclutando schiavi e
costruendo fortezze nelle città di Ashan.
Tutto quello che restava di Sar-Elam era il suo teschio; divenne presto
una sacra reliqua da tutelare e proteggere. Ribattezzato come il
“Teschio delle Ombre”, venne infatti nascosto, per mano dei fedeli
della dea Asha, in un tempio secolare situato su un’isola deserta, in
attesa del giorno in cui il suo immenso potere si rivelerà necessario.
Tale ora non tardò ad arrivare, difatti 67 anni dopo la morte di
Sar-Elam, il suo discepolo più fidato profetizzò che presto sarebbe
nato un bambino per metà uomo e per metà demone, una creatura in grado
di interagire con i due mondi e che avrebbe preso il nome di “Messia
Oscuro”. Una volta nato, costui avrebbe usato il Teschio delle Ombre
per distruggere definitivamente la prigione dei Demoni, facendo
sprofondare il mondo nelle tenebre senza alcuna speranza di ritorno
alla luce.
E’ da questo punto in poi che il destino risiederà nelle nostre mani,
infatti ci caleremo nei panni del figlio adottivo del mago Phenrig,
estremo conoscitore delle arti della magia e della guerra, nonché
fedele al culto di Sar-Elam.
Il nostro nome è Sareth, educati ed addestrati sin dalla nascita da
Phenrig, saremo pronti a lasciare la nostra casa per avventurarci nel
mondo di Ashan, dove dovremo battere sul tempo i Demoni e sigillarli
per l’etenità una volta per tutte.
Dammi quattro classi… solo odio niente amore…
Una volta inserito il disco ed aver selezionato la modalità giocatore
singolo, a differenza della controparte PC saremo chiamati a scegliere
la classe del nostro alter ego. Quattro sono le classi a nostra
disposizione: Guerriero, Arciere, Mago e Assassino.
Il Guerriero
è un combattente che si affida alla mera forza bruta e confidando nel
potere della sua luccicante spada, la brandirà con abilità uccidendo
nemici persino con un colpo solo. A ciò si aggiunge pure un ottimo
equipaggiamento di difesa, come scudi ed armature, in grado di
assicurare protezione durante gli sontri più efferati.
L’Arciere
preferisce far fuori i nemici affidandosi all’uso delle armi a
distanza, come archi, balestre e coltelli. E’ quindi uno specialista
negli attacchi prima che lo stesso nemico possa avvicinarsi ad esso,
l’anticipo si rivela vincente. Malgrado tutto, inevitabilmente nel
corpo a corpo si dimostra debole e propenso a subire attacchi di forza.
Il Mago,
come logico che sia, è in grado di dominare diversi tipi di incantesimi
e di usare gli elementi a suo vantaggio, riconoscendo che il fuoco non
è necessariamente più letale del ghiaccio.
Non disponendo di molta forza fisica, può contare sulla sua profonda
conoscenza della magia bianca impugnando bastoni magici di diversa
caratura.
L’Assassino,
infine, ama agire nell’ombra, muovendosi con astuzia, silenziosità ed
invisibilità. Non gli è difficile cogliere il nemico alle spalle per
freddarlo furtivamente. Senza dubbio costituisce il personaggio più
tecnico da padroneggiare, ma senza dubbio il più divertente e spietato.
Ciascuna classe inciderà notevolmente sul prosieguo della nostra
avventura, tanto da garantire un approccio di gioco diverso in base
alle peculiarità del nostro eroe. Difatti scegliendo una classe
piuttosto che un'altra, andremo ad escludere le abilità delle restanti.
Ciò rappresenta un grosso limite che condiziona nettamente il modo di
giocare, soprattutto se consideriamo che gli RPG non sono mai così
limitati, anzi permettono spesso lo sviluppo di classi ibride. Ma
d'altra parte DMM&M:E
risulta influenzato pesantemente da altri generi, come ad esempio gli
FPS e gli action, per cui il fatto che tale caratteristica non sia
stata implementata a dovere non rappresenta una grossa falla.
Scordatevi quindi un gioco "alla Oblivion", perchè ciò che vi si parerà
dinanzi è un gioco a sè, potremmo definirlo come un action/adventure in
prima persona, un vero mix di più generi adatto anche per coloro che
non hanno mai giocato a RPG puri.
Tra incantesimi e fendenti
Scelta la classe del personaggio, dopo una breve sequenza introduttiva,
saremo pronti a catapultarci nel bel mezzo dell’azione di gioco.
Dark Messiah of Might and Magic: Elements, come anticipato
sopra, si presenta davanti ai nostri occhi come un action fantasy in
prima persona con qualche spruzzata qua e là di elementi tipici degli
RPG. L’impressione più marcata sarà quella di giocare un FPS
caratterizzato da incantesimi e spade e da una giocabilità diretta e
lineare.
Impersonando Sareth ci apriremo la strada negli ambienti più loschi di
Ashan alla ricerca del Teschio delle Ombre, prima che questo possa
finire nelle mani sbagliate. Durante il nostro impervio cammino non
saremo soli, difatti a guidarci e a proteggerci ci penserà Xana, una
sensuale entità guardiana che Phenrig ha fuso magicamente allo spirito
di Sareth. Giunti nella città di Stonehelm saremo affiancati da Leanna,
una giovane maga motivata a salvare la sua città e anch’essa dedita
alla ricerca della preziosa reliquia. Non mancheranno alcuni commenti
maliziosi di Xana nei confronti di Leanna, specie quando quest’ultima
rivolgerà particolari attenzioni al nostro eroe. Peccato che non sia
possibile intraprendere una conversazione di nostra iniziativa con
nessuno dei personaggi, dovremo limitarci ad ascoltarli saggiamente
soltanto durante le scene d'intermezzo o in particolari sequenze di
gioco.
A fasi di esplorazione, si alternano sequenze d’azione in cui dovremo
vedercela con i nemici più disparati, ad osteggiare il nostro viaggio,
infatti, ci si parerà davanti una folta schiera di esseri immondi, come
orchi, goblins, ragni giganti, draghi ed altre strane creature. La
ricerca non sarà lavoro facile, dovremo addentrarci in templi
diroccati, antiche dimore e villaggi scavati nelle montagne. Questo
include raccogliere oggetti, risolvere semplici enigmi, tirare leve e
aprire porte e scrigni. Le aree di gioco esplorabili ci appaiono
piuttosto estese, variegate e capaci di celare persino zone segrete
dove potremo portare a termine pure degli obiettivi secondari, comunque
di scarsa rilevanza ai fini dell'avventura portante. Spesso saremo
abbagliati da scorci panoramici mozzafiato, caratterizzati da un
orizzonte ben lungi dall'essere raggiunto. Gli spazi chiusi
costituiscono gran parte delle nostre escursioni, tuttavia
difficilmente il nostro eroe soffrirà di claustrofobia, infatti i
lunghi e talvolta stretti corridoi sfoceranno in ampi saloni ed
ambienti semi-aperti illuminati da una forte luce filtrante.
Le occasioni per sfogare il nostro istinto omicida saranno innumerevoli
e a tal proposito è opportuno lodare la molteplicità di modi con cui è
possibile far fuori gli avversari traendo vantaggio dall’ambiente
circostante. Ad esempio possiamo distruggere delle colonne di legno per
far cadere barili e casse sulla testa del malcapitato di turno, e
perché no, spingere i nemici a suon di calci contro spuntoni a muro in
modo da trafiggerli, oppure rompere una giara di petrolio sul pavimento
per poi dargli fuoco al passaggio degli ostili. Insomma, le possibilità
a nostra disposizione sono davvero tante, non ci resta che sperimentare.
Parlando degli attacchi di base, possiamo distinguere tre categorie di
armi: spade, pugnali e bastoni e archi. Per adottare una posizione
offensiva e quindi sferrare un attacco con l’arma che abbiamo in pugno,
sarà sufficiente intervenire sul grilletto destro. Ciascuna arma,
inoltre, prevede un cosiddetto “attacco di forza”, eseguibile tenendo
premuto più a lungo lo stesso grilletto. Ogni attacco a buon fine
incrementa la nostra barra dell’adrenalina, quando sarà piena non ci
resta che premere il tasto X e scatenare la nostra ira sferrando
attacchi di forza letali e lanciando incantesimi molto più potenti,
come la telecinesi sfruttabile per sollevare da terra un nemico e
scagliarlo con violenza contro una parete. La nostra arma, ad eccezione
degli archi, spesso ci farà da scudo, difatti è sufficiente premere il
grilletto sinistro per assumere una posizione difensiva e, se questa
sarà eseguita con il dovuto tempismo, potremo sfoggiare un contrattacco
capace di sbilanciare l’avversario rendendolo vulnerabile ad un nostro
possibile attacco di forza.
Mettendo a segno sempre più uccisioni, faremo crescere la nostra
esperienza, ad ogni modo il livellamento del nostro eroe sarà
automatico e man mano ci verranno sbloccate nuove abilità inerenti alla
classe scelta all’inizio dell’avventura. Per consultare tutte le
abilità apprese in battaglia, nonché attacchi speciali e combo, sarà
sufficiente accedere all’inventario premendo il tasto B. Dal menù dello
stesso è possibile organizzare la cosiddetta “cintura rapida”, ovvero
una scorciatoia di otto slot a cui è possibile assegnare attacchi,
armi, oggetti ed incantesimi, in modo da richiamarli rapidamente
tramite la croce direzionale. Il sistema di controllo, come avrete
notato, è di facile apprendimento, basteranno davvero un paio di minuti
per prendere confidenza con l’interfaccia di gioco ed i comandi.
Oltre all’avventura in single player, il gioco gode pure di modalità
fruibili online per un massimo di dieci giocatori. Al classico
deathmatch si affianca l’interessante modalità Crociata in cui le due
squadre devono combattere per portare a termine diversi obiettivi su
una mappa. La squadra vincitrice passa di diritto alla mappa
successiva. La vittoria finale si ottiene distruggendo la roccaforte
nemica, prima che l’avversario riesca a fare lo stesso. A fare da
cornice le immancabili classifiche settimanali e generali, dove potremo
consultare le nostre statistiche e la nostra posizione.
Calano le tenebre
Esaminando il reparto tecnico, è facile notare sin dalle prime battute
di gioco un impatto visivo che di certo non fa gridare al miracolo,
assestandosi al di sotto della media degli standard a cui siamo
abituati ultimamente. Ci si chiede come siano stati usati l‘acclamato Source Engine ed il potente motore fisico Havok,
ma forse la risposta la conosciamo già. Le texture ci appaiono
decisamente grezze e piatte, specie quando ci si avvicina alle pareti o
a qualsiasi oggetto su schermo; per non parlare delle animazioni,
sembra persino che Sareth sia costretto a pattinare su un terreno
scivoloso privo di gravità. I modelli poligonali dei personaggi sono
decisamente poco curati e caratterizzati da aliasing che ne inficia la
pulizia video. Parlando di stabilità dei fotogrammi al secondo, ecco
che cadiamo ancor più nello sconforto, infatti nelle situazioni più
concitate, i cali di frame rate diventano piuttosto evidenti ma mai
riescono a compromettere l’epicità di una battaglia. Vi starete
chiedendo se ci sia almeno qualche piccolo appunto positivo… beh, in
realtà qualcosa si salva (e ci mancherebbe), come ad esempio la gran
festa di effetti di luce calcolati in tempo reale e la realizzazione
lodevole dell’acqua, aspetti che in un certo senso mitigano i difetti
sopra menzionati. Ciò nonostante, le ambientazioni riescono senza
troppe difficoltà ad immergerci in un’atmosfera fantasy degna di essere
vissuta, ma in linea di massima sembra di trovarci dinanzi ad una
produzione non del tutto attuale, si poteva fare decisamente di meglio,
insomma.
Sul fronte audio siamo su buoni livelli, il doppiaggio è interamente
curato in lingua nostrana e seppur in modo oscillante, riesce a
convincerci sufficientemente. Le musiche che stuzzicano il nostro
orecchio nel corso dell’avventura si dimostrano appropriate e capaci di
sottolineare il valore epico di uno scontro. Lo stesso non si può dire
invece degli effetti sonori, a volte banali e fuori luogo.
Uno spiraglio di luce
Dark Messiah of Might and Magic: Elements ci mostra
indubbiamente due facce della stessa medaglia, se da un lato risulta
essere tecnicamente non all’altezza per la generazione odierna,
dall’altro sa essere trascinante e capace di renderci partecipi di una
trama solida ed evocativa, guidandoci lungo ambientazioni suggestive
tipiche dei migliori fantasy.
Detto questo, qualora riusciate a sorvolare sui difetti che lo
contraddistinguono e siete appassionati del genere, vi troverete
dinanzi ad un gioco che merita di essere giocato, soprattutto al prezzo
dell’usato.
Pro
- Trama di spessore
- Interazione con l’ambiente
- Atmosfera fantasy degna di essere vissuta
- Multiplayer coinvolgente e a tratti appagante
Contro
- Tecnicamente mediocre
- Scarsa IA
- Poco innovativo
- Alcuni bug presenti
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