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Game Info Game Review Screenshots Gallery
Voto Globale 9
Grafica 9
Audio 6.5
Giocabilità 9
Innovazione 9
Durata 9.5
Half Life 2: The Orange Box
Reviews
Justme
Galleria Completa

L'Orange Box è una compilation che consta di ben cinque giochi in un unico DVD: Half-life 2, Episode One e Two, Portal e Team Fortress 2. Si tratta di titoli già usciti tempo fa nella loro versione per PC e ora riproposti per le console next-gen quali Xbox360 e PS3


Half-life 1 era stato il primo titolo ad aver introdotto una vera trama in uno sparatutto, si configurava come un vero shooter e non un classico puzzle game del tipo "prendi la chiave e intanto uccidi chi si mette in mezzo". Il gioco era quindi molto innovativo per l'epoca: per la prima volta qualche personaggio si rivolgeva direttamente al protagonista e gli forniva aiuti o suggerimenti utili per completare una determinata sezione del gioco. Half-life 2, rilasciato per PC nel 2004, presenta varie innovazioni rispetto al suo predecessore ed è finito per costituire un vero e proprio canone di riferimento per tutti gli shooter di epoca successiva.


HALF-LIFE 2, EPISODE ONE, EPISODE TWO


TRAMA


I Combine costituiscono una razza aliena che, dopo aver invaso un pianeta, cattura alcuni esemplari delle specie dominanti e ne apporta alcune modifiche genetiche, tutto al solo scopo di accrescere, alla fin fine, il proprio potere ed espandere il proprio controllo sull'universo.

Il dottor Gordon Freeman è un semplice ricercatore che lavora presso alcuni laboratori situati a Black Mesa. Un giorno viene tentata un'analisi allo spettrometro antimassa di un particolare minerale di origine aliena. Le conseguenze di tale azione sono drammatiche: si verificano varie esplosioni e fortissime emanazioni di radiazioni che feriscono o uccidono gran parte del personale del centro di ricerca, ma la "cascata di risonanza" che ne segue causa l'apertura di alcuni varchi dimensionali verso altri mondi popolati da creature, purtroppo poco amichevoli, che finiscono con l'invadere il nostro pianeta. Il protagonista, immune alle radiazioni a causa della sua tuta HEV, riesce, dopo varie peripezie, a provocare un collasso dimensionale e a chiudere i portali.

Tutto sembrava tornato alla normalità, finchè i Combine, attirati verso la Terra a causa dei disturbi dimensionali, trovano il nostro pianeta e decidono di invaderlo, assumendone il controllo in appena sette ore.

Sono passati circa 10 anni dal disastro di Black Mesa. Il mondo è ormai sottomesso ai Combine, mentre una piccola resistenza cerca di opporvisi con tutte le loro forze.


GAMEPLAY

Il titolo, come già ho specificato, è un classico sparatutto in prima persona, ma, comunque, non abbandona quegli elementi tipici di un puzzle-game. Avremo a disposizione delle classiche armi da fuoco che utilizzeremo per farci strada tra orde di alieni, combine, zombie o altre mostruose creature. L'arsenale è piuttosto ampio anche se molte armi vengono utilizzate raramente a causa di una bassa precisione o efficacia. A ciò aggiungiamo anche una quantità di munizioni spesso assai limitata, che da un lato rende gli scontri a fuoco più entusiasmanti (dato il dover spesso dosare la quantità di proiettili da destinare ad ogni singolo nemico) ma che, in alcune situazioni, può rendere l'esperienza di gioco alquanto frustrante.
Sebbene siamo liberi di utilizzare pistole, fucili, granate, bazooka, balestre, ecc, il gameplay di questo titolo mostra il suo vero aspetto grazie alla "Zero-Point Gravity Gun", meglio conosciuta come Pistola Gravitazionale. Introdotta in Half-life 2 e poi divenuta l'arma principale nei due Episode One e Two, consente di maneggiare materiali pericolosi, raccogliere facilmente oggetti anche distanti e di scaraventarli addosso ai nemici. Più che un arma, la Gravity Gun è un utile strumento che spesso si rivela vitale per superare determinate zone del gioco. In alcune mappe è possibile, inoltre, utilizzare veicoli come un hovercraft o un dune buggy, che aggiungono un po' di varietà al gameplay.

Per quanto riguarda i nemici bisogna notare la presenza di una IA che certamente non fa gridare al miracolo, ma che nel 2004 sicuramente sarebbe stata definita eccezionale. I nemici, infatti, sebbene a volte tendano a nascondersi per poi attaccare quasi di soppiatto, spesso restano fermi, davanti al giocatore, in attesa di essere massacrati.
E' un discorso che comunque non va generalizzato, dato che ogni nemico si comporta in maniera differente: gli zombie di Ravenholm, ad esempio, si muovono lentamente ed è facile notarli a distanza, per questo giacciono a terra fingendo di essere morti e cominciano ad attaccare solo quando il giocatore ci si avvicina. I combine, invece, attaccano senza fare molte storie ma tendono a non cercarsi quasi mai un riparo (ciò ovviamente consente al giocatore di reagire e rispondere al fuoco con relativa facilità). Gli headcrabs contano molto sulle loro dimensioni ridotte e, specie in alcuni ambienti, è difficile notarli perchè si mimetizzano in maniera quasi perfetta: diventano facilmente visibili solo nel momento in cui tentano di attaccare.
I livelli di gioco sono molto vasti e ricchi di particolari. Molti di essi sono liberamente esplorabili, sebbene alla fine, per proseguire l'avventura, sia comunque necessario procedere per un percorso prestabilito.

Dal punto di vista dei controlli va notato come gli sviluppatori abbiano ottimizzato al meglio lo schema dei comandi al fine di sfruttare nel miglior modo possibile il pad Microsoft: i grilletti attivano il fuoco primario o secondario delle armi, i pulsanti dorsali consentono di cambiare rapidamente arma o attivano lo Sprint, il d-pad consente di selezionare in maniera veloce ed intuitiva l'arma che si desidera. In generale, i controlli sono ben congeniati e, sebbene all'inizio l'uso di qualche comando possa risultare ostico, si prestano ad un utilizzo facile e veloce anche da parte di chi non ama il genere FPS.


GRAFICA

Tenendo conto del fatto che Half-life 2 fu rilasciato per la prima volta nel 2004, il comparto grafico è senza dubbio eccezionale. Alcuni effetti come l'antialising o il motion blur (aggiunti durante la fase di porting) garantiscono una grafica limpida, chiara e pulita. Le chiome degli alberi, i burroni, l'acqua del mare, dei ruscelli o dei laghi sono splendidamente realizzati, tutto grazie anche ad un engine fisico molto flessibile come l'Havok che, sebbene non raggiunga i livelli dell'unreal engine, consente di evitare problemi legati alle collisions. Le uniche pecche che si notano nella grafica sono dovute ad un dettaglio delle texture a tratti scadente e ad una scarsa lucentezza dei colori (soprattutto se confrontata con la versione pc del gioco).


AUDIO

Non c'è molto da dire per quanto riguarda il comparto audio. Le musiche di sottofondo sono totalmente assenti e gli effetti sonori non sono dei migliori. I doppiaggi sono completamente in inglese sebbene la versione per PC del titolo sia stata localizzata in italiano (anche se, per certi versi, pessimamente). In generale possiamo dire che l'audio rappresenta l'unica grande pecca di un gioco che, per la sua ottima realizzazione tecnica, avrebbe potuto rasentare la perfezione.



PORTAL E TEAM FORTRESS 2

Portal è un puzzle game mascherato da FPS. Attraverso l'uso di uno speciale apparecchio siamo in grado di creare portali e collegare due diverse zone di una mappa allo scopo di superare una lunga serie di test. A causa di una longevità che si aggira sulle due ore circa, va notato come, nei fatti, tutto somigli ad una sorta di demo sfruttata al solo scopo di introdurre al giocatore il dispositivo crea-portali (girano, infatti, rumours secondo i quali il futuro Episode Three di Half-life 2 includerebbe tale arma). La grafica è ben curata e leggermente migliore rispetto a quella di Half-life 2, ma anche in questo caso la qualità offerta dalle pochissime textures presenti lascia molto a desiderare.

Team Fortress 2 è un titolo orientato esclusivamente al multiplayer. Seguito di quello che fu il mod più famoso del primo Half-Life, ha abbandonato uno stile grafico fotorealistico in favore di una grafica cartoon-style nella quale predominano il cell shading e l'antialising. Sono presenti un totale di 4 modalità di gioco, le quali non sono liberamente impostabili ma vengono assegnate automaticamente a seconda della mappa scelta: nel Team Deatmatch l'obiettivo è semplicemente quello di annientare la squadra rivale, in Capture the Flag bisogna invece recuperare una valigietta dalla base nemica e portarla presso la propria, evitando allo stesso tempo che gli avversari facciano la stessa cosa; in alcuni casi, inoltre, l'obiettivo può consistere nell'ottenere il controllo di alcuni punti strategici di una mappa, oppure nell'attaccare e distruggere la base nemica. Il fatto che tali modalità di gioco siano strettamente legate alle mappe fa intendere facilmente come ogni livello sia stato progettato specificatamente per essere giocato a quella precisa modalità stessa: si tratta comunque di una cosa che certamente riduce (e di molto) le possibilità di customizzazione, a differenza di quanto avviene in altri titoli (Halo 3, ad esempio) dove è permesso, invece, modificare e creare liberamente modalità di gioco completamente nuove.
L'aspetto più interessante del titolo è senza dubbio legato alla possibilità di personalizzare a proprio piacimento il giocatore che metteremo sul campo di battaglia: potremo scegliere, infatti, tra una vasta gamma di classi, ognuna caratterizzata da peculiari caratteristiche e dai propri armamenti. Lo scout, ad esempio, può compiere un doppio salto, la spia può diventare invisibile, il medico può curare i compagni feriti, ecc.
Essendo ogni classe dotata di punti forti e punti deboli, emerge chiaramente come il lavoro di squadra risulti, alla fin fine, necessario alla vittoria. Considerate due interi team formati da personaggi appartenenti a varie classi e ognuno che agisce secondo una propria strategia: il risultato è ovviamente imprevedibile e fa si che, in qualsiasi momento, la situazione di una partita si possa ribaltare di colpo.
Il gioco, possiamo dirlo tranuquillamente, è nel complesso molto carino e divertente, tuttavia soffre di vari bug che rendono molto difficile e a tratti impossibile unirsi o hostare delle partite (questa situazione, comunque, sembra sia stata risolta grazie agli ultimi aggiornamenti rilasciati tramite l'ormai celeberrima piattaforma Xbox Live). A ciò si aggiunge una longevità appena sufficiente, dovuta principalmente alle poche modalità di gioco, mappe e personalizzazioni.



CONCLUSIONI

L'orange box è senza dubbio un acquisto imperdibile. Scelta obbligata per chi ama il genere FPS, include titoli che, seppur vecchi di qualche anno, non hanno nulla da invidiare agli shooter odierni come Halo3 o Bioshock e garantiscono una interazione con gli ambienti senza paragoni.

 

PRO 

  • Gameplay semplice e intuitivo
  • Buona longevità nel complesso

CONTRO

  • L'audio non è dei migliori...
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