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Fin dalla suo esordio su PS1, Crash Bandicoot si è sempre distinto per la sua semplicità, immediatezza e per una grafica colorata molto gradevole. Anche se nato inizialmente come mascotte della console Sony, il marsupiale arancione è comunque finito ben presto su tutte le principali piattaforme, anche grazie all'abbandono del Brand da parte della casa creatrice, Naughty Dog.
Crash of the Titans, previsto per Xbox360, Wii, PSP, PS2 e DS, rappresenta quindi l'ultimo capitolo di una serie divertente e che vanta di numerosi fan. Da notare, tuttavia, come i numerosi cambi di software house (prima Naughty Dog, poi Eurocom, ora Radical) abbiano stravolto nel tempo un gameplay inizialmente perfetto, portandolo in questa ultima incarnazione verso lo stile tipico dei party-game e dei picchiaduro.
IL GIOCO
La storia del gioco non rappresenta nulla di particolarmente innovativo: lo scienziato malvagio Cortex si serve di titaniche e mostruose creature nel tentativo di dominare il mondo, e il nostro Crash ovviamente avrà il compito di salvare la situazione, vagando per i livelli, annientando i nemici che incontrerà nel suo cammino, aumentando le proprie abilità grazie all'Aura che troverà un po' ovunque. In generale, la storia non è nulla di speciale e, come spessissimo accade, serve solo come pretesto per poter dare il via all'avventura.
Il gameplay, invece, per certi versi complesso, si rivela come una fusione (a tratti piacevole, ma decisamente mal realizzata) tra due generi decisamente differenti tra loro: il classico platform e il picchiaduro a scorrimento.
Il genere platform si nota senza grosse difficoltà nei vari elementi che costituiscono le mappe: possiamo infatti muoverci liberamente, saltellare qua e là, distruggere casse, piccoli alberi o altri tipi di oggetti. Quando incontreremo un nemico invece, il gioco diventa un vero e proprio picchiaduro: tramite una vasta gamma di azioni, attacchi e combo da effettuare potremo avere la meglio sugli avversari che ci verranno incontro. Interessante la possibilità di assumere il controllo dei nemici più grossi (dopo averli riempiti di legnate, ovviamente) al fine di distruggere gli ostacoli che si porranno nel nostro cammino o per annientare nemici di stazza ancora superiore. In ogni mappa, inoltre, è presente una "stanza dell'Aura", la quale altro non è che un livello bonus nel quale è possibile ottenere grandi quantità della preziosa sostanza, utile per sbloccare o potenziare nuove abilità del nostro protagonista.
Nel gioco è presente anche una rudimentale modalità cooperativa: in un qualsiasi momento basta collegare alla Xbox360 un secondo controller ed unirsi ad una partita in corso tramite la pressione del tasto B per avviarla. Non è presente lo split-screen e i due personaggi dovranno affrontare l'avventura in un unico schermo, con tutte le limitazioni che ne derivano (come l'impossibilità di allontanarsi troppo dal proprio compagno). E' possibile affrontare tutti i capitoli della storia in cooperativa e, se uno desidera prendere una piccola pausa dal gioco, tranquillamente saltare all'interno dello zaino del compagno (che continuerà da solo) disconnettendo il controller dopo aver selezionato l'opzione Abbandona nel menu pausa.
GRAFICA
Nulla da dire per quanto riguarda il comparto grafico del gioco: la grafica volutamente fumettosa, i modelli dei personaggi ed ambienti ricordano la grafica di un titolo old-gen piuttosto che uno della Next, tuttavia l'assenza totale di effetto aliasing (le cosiddette "scalettature"), un medio dettaglio delle texture ed un uso sapiente del motion blur nelle scene più movimentate fanno pensare ad una grafica volutamente realizzata con pochi e scarni poligoni che tuttavia tende a deludere i palati più esigenti.
Mediocri pure gli ambienti, a tratti scarni e privi di dettagli, mentre totalmente assente è la gestione delle telecamere, le quali sono legate a posizioni fisse, precludendo quindi la possibilità di muoverle a proprio piacere.
AUDIO
Il comparto audio rispecchia la qualità offerta dalla grafica: suoni decisamente orecchiabili e facili da seguire si affiancano, purtroppo, ad una certa ripetitività delle melodie.
Mediocri i doppiaggi; nella media invece gli effetti sonori, la maggior parte dei quali sono stati però ripresi dai precedenti capitoli del marsupiale arancione.
IN CONCLUSIONE
L'idea che sta alla base di Crash of the Titans è sicuramente buona, ma purtroppo implementata in un titolo mediocre, adatto solo per passare qualche pomeriggio in compagnia o per sbloccare obiettivi (volutamente facili da completare). La longevità del gioco è buona ma non sarebbe stato male il supporto per le partite in cooperatova tramite Xbox Live. Per il resto, purtroppo, Crash of the Titans rappresenta il classico game da giocare una volta e da mettere poi sullo scaffale o rivendere.
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