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Piattaforma:
Game Info Game Review Screenshots Gallery
Voto Globale 9
Grafica 10
Audio 9
Giocabilità 0
Innovazione 9
Durata 8.5
Racing Evoluzione
Reviews
halozzo
Galleria Completa
Siamo di fronte ad uno dei migliori giochi di guida per la console di casa Microsoft: sorpassi mozzafiato, auto sportive da portare ai loro limiti, una storia di contorno avvincente.

Iniziamo a sviscerare questo titolo Atari partendo dalle modalità di gioco disponibili. Il gioco ha una struttura piuttosto essenziale: il giocatore ha a disposizione la classica sezione Arcade e l’emozionante Dream, il vero modo per gustarsi il gioco fino all’ultimo metro d’asfalto. Come di consueto, i circuiti e le vetture disponibili nella sezione Arcade vengono via via sbloccati vincendo gli eventi della “story mode”. Sono 4 le categorie di vetture disponibili: Roadster, Sportcar, Supercar, Dreamcar, ciascuna delle quali a sua volta si struttura in una, due o tre sottoclassi. In definitiva sono circa una quarantina le vetture effettivamente disponibili, sebbene sia possibile scegliere tra 80 auto. La modalità regina resta, comunque, la Dream: il giocatore è chiamato a sviluppare una propria casa automobilistica che sfidi, sviluppando sempre nuovi modelli, quelle reali che hanno concesso la loro licenza, attraverso 39 eventi. Se questo tratto peculiare del gioco gli dona da un lato originalità, dall’altro limita la libertà del giocatore, che si trova spesso a guidare mezzi inferiori alla concorrenza e meno appaganti dal punto di vista della linea. Interessante seguire i progressi del proprio garage che si trasforma col tempo in una vera e propria fabbrica in serie d’automobili, anche se bisogna rilevare che, per il primo terzo del gioco, i cambiamenti sono frequenti e seguono dimanicamente l’evolversi delle competizioni, per poi risultare quasi impercettibili col procedere degli eventi. Da segnalare, inoltre, uno sbilanciamento, per quanto riguarda i modelli delle vetture nelle varie classi, a favore di quelle meno potenti: una scelta sicuramente discutibile. Unico, infine, il livello di difficoltà, che aumenta progressivamente.

Analizziamo ora nello specifico le varie vetture disponibili. Buona, ma non ai livelli di Project Gotham Racing 2, la veste grafica delle vetture, valorizzata da riflessi di luce sempre all’altezza della situazione, ma un po’ troppo avara di dettagli. Le collisioni producono danni ben rintracciabili sulle vetture, anche se non si vedono pezzi di paraurti staccarsi dalle vetture, volare, intralciare il passaggio dei ritardatari. I modelli disponibili non sono molti e la scelta finisce per ricadere sempre su una rosa di dieci vetture: le altre sono di puro contorno. Si segnalano positivamente le Aston Martin, le Lotus, le Toyota. Per vincere utilizzando gli altri modelli riprodotti sulla base di auto reali bisogna sudare un po’ di più, ma questo, in effetti, è il vero divertimento del gioco. Una considerazione a parte meritano le vetture d’invenzione proposte nella modalità Dream: si nota lo sforzo di non copiare la linea delle vetture reali e la buona resa grafica dei modelli: in alcuni casi, si noti ad esempio la Supercar proposta sulla copertina del gioco, il risultato è veramente da applausi. Per quanto riguarda la guidabilità dei mezzi, buona è la varietà dei comportamenti delle vetture e utili sono le alternative disponibili. Ce n’è un po’ per tutti: chi ama fare a “sportellate” può buttarsi a capofitto sui modelli consigliati dal gioco per le corse nei catini della velocità, chi preferisce la guida pulita si può saziare con le auto da corsa in montagna, chi non ha le idee ben chiare può disporre di vetture dal comportamento medio su ogni circuito. Per quanto riguarda lo stile di guida, combattimenti sfrenati con gli avversari non premiano particolarmente, a meno che non si risolvano nel volgere di poche curve: le vetture nemiche tendono, infatti, a formare agguerriti gruppetti dando vita a continui sorpassi e contatti pericolosissimi. Non è detto, comunque, che, acquisita un po’ d’esperienza, non si riesca a sfruttare piccoli contatti, magari sul retro delle vetture avversarie, per mettere fuori gioco eventuali pericolosi contendenti. Generalmente la condotta di guida migliore è dunque quella che prevede una partenza forte, tenendo conto che si parte sempre per sesti ed ultimi, con pochi e mirati sorpassi e conseguente fuga che ponga al riparo dai pericoli della corsa di gruppo: facile, no?

Analizziamo ora i tracciati. Ve ne sono di quattro diverse categorie: cittadini, di montagna, su pista, nei catini di velocità. Esistono 18 differenti percorsi tra le vie di tre differenti città d’invenzione che richiamano, però, metropoli esistenti (Parigi, New York, Tokio). Particolarmente degni di nota due percorsi di questa categoria: Earth Symbol e Ultimate Run. Le città sono ben riprodotte, gli edifici ai bordi del tracciato sfoggiano una veste grafica di tutto rispetto e, costante di tutto il gioco, appaiono verosimili dal punto di vista urbanistico. Veniamo ora alla classe di tracciati più sorprendente: 18 percorsi di montagna in tre località che non lasceranno insoddisfatti i sostenitori più accaniti dei giochi di guida. Il motore grafico del gioco dimostra tutta la sua bontà nel generare i paesaggi sullo sfondo tridimensionali e caratterizzati da un effetto di profondità difficilmente riscontrabile in altri titoli di corse. Segnatevi alcuni tracciati che vi lasceranno senza fiato: Buddha Celebration (per varietà fa invidia ai fantasiosi tracciati di Need for Speed), Razor’s Edge (8,487 km di pura follia tra vette montuose che ricordano paesaggi alpini), Alpine Trip (una maratona di 11,996 km tra i picchi dolomitici). Passaggi nei centri abitati, tra le nevi in disgelo, attraverso paesaggi montuosi, tornanti insidiosi costituiscono gli ingredienti di questi percorsi. Veniamo ora agli immancabili 12 circuiti stile formula uno: ben strutturati e realistici, costituiscono il giusto riposo dopo le peripezie alpine. Il migliore è sicuramente Paddock Rear: vi godrete una serie di curve in successione da togliere il respiro. Nota dovuta: per ben figurare in queste gare è consigliabile l’uso del controller tradizionale che, rispetto al controller S, garantisce una maggiore possibilità di gestire il gas in curva, grazie al grilletto posteriore caratterizzato da una corsa più lunga. Passiamo, in fine, ai 6 tracciati “stadio”, veri e propri catini di velocità dove si sorpassano agevolmente i 300 chilometri orari. In questo caso, se saprete sorpassare la concorrenza nelle prime fasi di gara, non sorprendevi della facilità con cui li lascerete indietro: non è infrequente, sui dieci passaggi dal via, trovarsi a doppiare tutto il plotone degli inseguitori. Vi consiglio caldamente di provare Parabolic Madness: prendete in pieno l’ultima curva ed avrete una sensazione di velocità eccezionale.

In conclusione, Racing Evoluzione è sicuramente uno dei migliori giochi di guida disponibili sul mercato, con alcuni aspetti su cui si può discutere, ma che non lascerà certamente delusi né i neofiti del genere racing, né i fan più accaniti delle corse automobilistiche.
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