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Game Info Game Review Screenshots Gallery
Voto Globale 4
Grafica 3.5
Audio 3
Giocabilità 4
Innovazione 4
Durata 3.5
The Golden Compass
Reviews
Ardsheal

Cinema e videoludo sono due mondi indissolubilmente connessi, ormai per rendersi conto basta semplicemente addocchiare le costose campagne pubblicitarie per il lancio dei nuovi titoli, guardare i trailer (che ormai danno in visione anche nelle sale cinematografiche), ascoltare le importanti colonne sonore, o ancora rendersi conto del lungo e faticoso lavoro dietro le quinte. Nel bene e nel male, oggi sono qui per parlare di come il cinema si manifesti anche in citazione diretta, parlando proprio dell'ennesima trasposizione in bit di un successone hollywodiano. The Golden Compass o La Bussola d'Oro (d'ora in poi TGC) è il primo libro della trilogia fantasy Queste Oscure Materie di Philip Pullman pubblicato per la prima volta nel 1995. Il romanzo si ambienta in un universo parallelo molto simile al nostro seppur diverso per molte cose; la più sostanziale differenza è quella che vede le anime delle persone, esteriorizzate e fisicamente incarnate a forma di animale: queste creature sono chiamate Daimon. E' inutile dire che l'intera vicenda ruota attorno a questa peculiarità d'ambientazione, visto che Daimon e padrone sono profondamente uniti da un potente nonché vitale legame.
Lyra Belacqua è una ragazzina di undici anni che frequenta il Jordan College in quel di Oxford a Londra. Ovviamente non è la metropoli inglese che conosciamo noi ma una città simil ottocentesca che potremmo accostare allo steampunk di Otomo (Steamboy), o ad alcune delle più eclettiche invenzioni di Miyazaki (Castle in the Sky). In perenne ricerca di situazioni adrenaliniche, un giorno Lyra si ritrova nascosta in un armadio origliando una discussione tra suo Zio, Lord Asriel, e alcuni professori ed eminenze dell'università londinese. Si parla di una magica e pericolosa entità nota come La Polvere. La ragazzina non è in grado di comprendere appieno la reale portata della discussione, ma ne riconosce immediatamente la gravità, trovandosi infine protagonista di una arcana e antica profezia. Dopo essere entrata in possesso dell'Aletiometro, un antico strumento in grado di rispondere ad ogni domanda, Lyra e il suo daimon Pantalaimon dovranno affrontare un lungo viaggio tra mille peripezie, a bordo di sontuosi dirigibili e grandi velieri, dalla sicurezza di Londra alle fredde distese di ghiaccio del Polo Nord.

COME USARE L'ALETIOMETRO.

TGC si presenta subito come un'avventura grafica in terza persona che non si discosta dal classico videogame tratto dal “successo al botteghino”. I developer di Shiny hanno optato per due differenti momenti di gioco che ricalcano (molto sommariamente e a grandi linee) il plot dell'edizione cinematografica, pur intrecciandosi con alcune sotto trame della versione cartacea: abbiamo infatti l'opportunità di entrare nei panni di Lyra, saltando da un tetto all'altro di Oxford e correndo tra i quartieri di Bolvangar, e prendere le redini del possente e maestoso Iorek Birnison, ammazzando soldati Samoyedo al suono di immani ruggiti.

C'è poco da dire sulla parte che vede protagonista Lyra, se non le varie trasformazioni di Pantalaimon. Il tenero animaletto può infatti assumere sembianze differenti a seconda della situazione. Nel caso sia necessaria una rapidità felina può tramutarsi in gatto selvatico, mentre per arrampicarsi è meglio usare la scimmia, e ancora il falco per spostarsi in volo in un posto altrimenti assai difficile da raggiungere. I controlli sono molto intuitivi e si imparano immediatamente al primo approccio, ma d'altro canto sono tanto semplici da non creare situazioni di sfida. Anche la porzione di gioco dedicata al combattimento, nei panni dell'orso bianco Iorek, non è degna di nota, visto che le poche mosse praticabili si eseguono con la semplice pressione di un tasto, dalle zampate alle prese. Inutile dire che per redarre questa recensione ho giocato TGC portandolo a termine, e dall'inizio alla fine non sono morto una sola volta in seguito ad un combattimento.
Per attingere informazioni utili al proseguimento dell'avventura è necessario dialogare con i vari personaggi che troviamo sulla strada, e nella maggior parte dei casi c'è poco spazio per allegre conversazioni, ma piuttosto molti sotterfugi, inganni e menzogne. La cosa, che appare all'inizio interessante, si rivela tuttavia un po' irreale, trasformando Lyra da una semplice ragazzina sveglia e intuitiva ad un ingegnere sociale al pari di Kevin Mitnick. Il fallimento o il successo dell'inganno nei dialoghi è dovuto al risultato di alcuni differenti minigiochi che vengono proposti tra una battuta e un'altra: come in un giochino tascabile, è necessario compiere semplici ma rapide mosse con gli stick analogici per raccogliere il maggior numero possibile di biglie, piuttosto che evitare uno sciame di palline, o ancora premere i tasti in una determinata sequenza entro il tempo prestabilito. Nei momenti più difficili quando ogni speranza sembra vana, sarà necessario chiedere all'Aletiometro, ultimo barlume di speranza e più grande risorsa di Lyra. Usare la bussola d'oro, questo strano artefatto senziente, non è meccanicamente molto diverso rispetto alle situazioni di dialogo precedentemente esposte: infatti dopo aver selezionato sul quadrante i simboli inerenti alla domanda da porre, si deve affrontare l'ennesimo minigioco dove, con lo stick sinistro mantieni il puntatore più centrale possibile allo schermo mentre strane forze agiscono per sbilanciarti, mentre con la mano destra premi i tasti che in sequenza appaiono sullo schermo. Se questo tipo di approccio al gioco può sembrare divertente nei primi minuti, a lungo andare diventa molto noioso e ripetitivo, oltretutto ripresentandosi con maggiore frequenza mano a mano si prosegue nel completamento.
Si possono affrontare le avventure di Lyra in una sola modalità, che ripercorre gli eventi del film e del libro, il tutto ad un solo livello di difficoltà, fattore che, unito all'assenza di una modalità online o multiplayer ne diminuisce drasticamente la longevità. Dodici ore circa di gioco complessivo, che con un po' di attenzione permettono di completare il gioco al 100% sbloccando tutti gli Achievements.

TRA I MECCANISMI DELLA BUSSOLA.

Veniamo ora all'aspetto grafico. Nella globalità TGC appare di realizzazione scadente, raffazzonata e con un'inesistente attenzione per i dettagli o una minima cura ai particolari. I modelli dei personaggi, costruiti ovviamente sulla base degli attori della controparte cinematografica, sono realizzati in maniera molto superficiale e il più delle volte non ricordano assolutamente i personaggi del film. Le espressioni facciali e i movimenti del volto visibili nelle riprese ravvicinate non sono nemmeno umani e deformano il viso dei protagonisti in maniera veramente spaventosa, cosa per la quale sconsiglio il gioco anche al pubblico più piccino. Gli animali, come l'orso corazzato Iorek Birnison, i lupi o i daimon, sono realizzati anche peggio e assomigliano più a dei giganteschi e deformati peluches. Il design degli ambienti pur ricalcando quello del film, è semplificato e non ricrea certo quella magica atmosfera presente nel film. I bug grafici si sprecano enormemente, con numerose compenetrazioni dei poligoni, lag su alcune animazioni e diffetti su filtri ed effetti. Voglio anche rendere partecipi di un ben preciso orrore cui ho potuto assistere dopo un paio d'ore di gioco circa. C'è una scena nella quale un personaggio cammina dietro una porta a vetri, lasciando intravedere semplicemente la sagoma: bene, al posto del modello poligonale del personaggio in questione, dietro la superficie traslucida del vetro slittava una vera e propria sagoma, fra l'altro realizzata malissimo. Inutile dire che l'effetto era orribile e si notava chiaramente il compromesso grafico. Tornando alle cose serie, qualche piccolissimo punto a favore grazie a discrete texture, un'acqua sostanzialmente ben ricreata, e a tratti un bump mapping gradevole alla vista: ovviamente questa manciata di PRO non può certo alzare la valutazione di quello che è con certezza uno dei peggiori motori grafici mai visti su Xbox 360.
Il comparto sonoro presenta numerosi problemi, come un cattivo setaggio dei volumi (probabilmente dovuto anche ad una pessima registrazione in studio), qualche fastidiosissimo e non troppo raro bug (battute e dialoghi assenti, campionatura errata). La localizzazione in italiano di infima qualità, non utilizza gli stessi doppiatori del film (cosa avvenuta invece in parte per il doppiaggio originale) e presenta problemi di sincronizzazione del labbiale. La colonna sonora è ripresa su base del film con qualche piccola variazione del tema.

E' TEMPO DI RISPOSTE...

Se l'Aletiometro, questo magico e dorato strumento simile ad una bussola, riesce veramente a rispondere a tutte le domande, allora io ne ho una molto difficile da porgli: per quale motivo Shiny Entertainment e Sega, entrambe rinomati nomi del panorama videoludico, sono cadute così in basso lanciando sul mercato un obrobrio come questo? Dubito che in questo mondo, o in quello fantasioso creato dalla mente di Bill Pulmann, ci sarà mai un oracolo in grado di darci una risposta degna, ma una cosa è certa, il mondo del videogame riscuote sempre più successo e ha un pubblico sempre più vasto, sia per quanto riguarda il numero degli estimatori che per le fasce d'età, e come ogni altro settore dell'intrattenimento, dalla musica alla letteratura, dal teatro al cinema, in mezzo ai titoli validi e ai piccoli gioielli ci sono anche le ciofeche assurde.

 

PRO 

  •  G-Points e Achievements veloci e indolori.

Contro 

  • Noioso, noioso e ancora noioso
  • Come trasposizione non ha senso di esistere
  • Realizzazione tecnica insulsa
  • I bug non finiscono di stupire
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