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Game Info Game Review Screenshots Gallery
Voto Globale 9
Grafica 8
Audio 9
Giocabilità 9.5
Innovazione 8.5
Durata 9
Ninja Gaiden 2
Reviews
Dr_ Kerneg 17-06-2008
Galleria Completa

Più di mille anni fa in Giappone le ombre erano popolate da un’antica casta di guerrieri spietati, i Ninja, silenziosi assassini senza scrupoli. La loro forza, frutto di un durissimo allenamento e di una concentrazione insuperabile, risiedeva nell’assoluta invisibilità da cui erano circondati. Considerati quasi fantasmi portatori di morte, le loro armi erano inudibili e al loro passaggio restavano solo cadaveri dilaniati, non un urlo non un allarme. Fedeli solo a loro stessi, sono stati per anni l’ago della bilancia della politica giapponese, cambiando il corso della storia a loro piacimento.
Dotati di un potere troppo grande, furono costretti a nascondersi nuovamente per non essere annientati. L’antica casta è ripiombata nell’oscurità, dove serpeggia il loro potere, incontrastato.
Oggi, quasi sconosciuti, continuano ad esistere, animati da un compito arduo, il più arduo fra tutti: difendere il genere umano da tutte quelle creature ormai dimenticate e incomprensibili che banchettano per le strade nell’ora più buia della notte. Uno tra loro aspetta di assolvere il suo compito anche a costo della vita: Ryu Hayabusa, scaltro guerriero dallo sguardo duro, sguaina la sua spada per macchiarla del sangue dei mostri che si sono risvegliati un’altra volta.
Ninja Gaiden torna a farci rivivere le gesta di uno degli ultimi ninja della storia, portandoci verso un luogo di dannazione dove il Male verrà debellato una volta per tutte!


Flash of the blade

Abbiamo atteso anni prima di poter mettere gli occhi su questo nuovo capitolo di Ninja Gaiden, assaporando l’attesa di una delle killer application annunciate per la nostra console giorno dopo giorno. La Tecmo ha rilasciato immagini e video con un tempismo perfetto, lasciando a bocca aperta gli addetti ai lavori grazie alla capacità di osare del Team Ninja. Si sono presentati al mondo con un gioco di una violenza esasperata, perfetta incarnazione del combattimento all’arma bianca, che non risparmia nulla e non lascia nessun sottointeso. Il Bene armato di spada e frecce che debella il Male, ripagandolo dell’unica moneta che riesce ad accettare: la morte.
Finalmente il titolo che tanto ha fatto discutere è arrivato sul mercato. È il momento di vedere se tutte le promesse sono state mantenute e se la strada per diventare veri ninja è così ardua come ce l’hanno descritta.


Revenge of a ninja


L’introduzione di Ninja Gaiden 2 è quanto mai risicata, ma ha il pregio di buttarci immediatamente nella mischia, di entrare in medias res, senza tanti preamboli. In una Tokyo postmoderna, luminosa e svettante, faremo immediatamente la conoscenza di una procace (molto procace) agente della CIA alla ricerca di Ryu Hayabusa. La sua missione consiste nel riferirgli alcune importanti informazioni su un pericolo di immani dimensioni che sta per abbattersi sulla terra, minacciando l’intera umanità. Purtroppo, tra le ombre più dense tramano i cattivoni del Clan del Ragno Nero, che immediatamente rapiscono la bella donzella. A questo punto entra in scena il nostro ninja preferito, armato della sua fedele katana, la Spada del Drago che già avevamo imparato ad amare nel precedente episodio.
Così si apre il gioco che abbiamo atteso per tanti anni: pochi minuti di filmato girati con cura, ad alto tasso di adrenalina (e per la violenza e per la presenza della bionda da paginone centrale di Play Boy) e poi… action! E basta.
A dirla tutta mi sarei aspettato di più dalla presentazione di questo titolo, qualcosa di più epico ed entusiasmate, che facesse calare di più il giocatore nei panni dell’eroe. Certo c’è da dire che il personaggio principale non ha bisogno di presentazioni, si è fatto abbastanza amare (e odiare!) per tutta la generazione passata di console, diventando una icona da Hall of Fame. Quello che mi lascia particolarmente perplesso è la scarsa cura a creare un giusto setting temporale e geografico che accompagni la storia, sfruttando le location inventate e presentandole via via, per dare al videogiocatore l’idea di seguire una pista verso lo scontro finale.
Purtroppo il discorso è ben diverso. La trama è molto striminzita, quasi banale: l’Arcidemone che ci ha tanto dato fastidio nello scorso episodio, è tornato con tutta la sua combriccola assetata di sangue e potere. Il nostro dovere è sconfiggere uno ad uno ogni singolo nemico, come da programma, cercando di arrivare alla fine del livello tutti interi e lasciandoci alle spalle una scia infinita di corpi mutilati.
Il trascorrere dei livelli è impreziosito da (corte) scene di intermezzo che introducono le nuove location con pochi tratti, frettolosi e molto spesso aridi di spiegazioni su quello che realmente sta succedendo. In effetti questa è la più grande mancanza del gioco: il plot narrativo è paragonabile a una favoletta per bambini senza mordente ed è narrata con lo stesso pathos di un pessimo romanzo di Liala. Ci saremmo decisamente aspettati di più da un pool di geni del male asserragliati negli studios della Tecmo, un gruppetto che porta il nome di Team Ninja e che ci aveva promesso mari e monti!


Ninja Experience


L’idea che ha portato la serie di Ninja Gaiden all’enorme successo durante la passata generazione di console è tutta da ascrivere a un gameplay talmente profondo da trasformarsi in vera e propria esperienza. Il vecchio capitolo era una vera e propria simulazione di ninja. Prendere in mano il joypad e provare ad affrontare i livelli come se non esistesse un domani, pestando sui tasti fino a romperli equivaleva a incorrere in una morte prematura. Era necessario pensare e agire come un ninja, sfruttare ogni singola tecnica a nostra disposizione per trovare il punto debole dell’avversario e farlo fuori al momento giusto.
Questa nuova incarnazione di Ninja Gaiden lascia inalterato questo aspetto fondamentale del gameplay, portandolo verso nuovi orizzonti. Preparatevi a fondervi con il joypad per poter governare Ryu nel migliore dei modi: fate un bel respiro e tirate fuori il ninja che c’è in voi, ne avrete bisogno!
L’approccio al gioco è rimasto inalterato: sarete voi e la vostra spada contro decine di nemici pronti a farvi la pelle. La mappatura dei tasti è quella di sempre: un attacco veloce e uno potente, armi da lancio, magie e la fondamentale parata. Combattere con Ryu non è mai stato così divertente. La risposta ai comandi è a dir poco perfetta e istantanea. Con questo non voglio dire che sia facile. Tutt’altro. Per giocare per bene questo titolo bisogna esercitarsi, trovare il giusto tempismo per eseguire le combo nella maniera più efficace possibile, concatenando le varie mosse con un giusto criterio, alla stessa maniera dei picchiaduro. A questo bisogna aggiungere che il numero delle combo eseguibili è davvero spropositato, una per ogni occasione. Inoltre riuscire a giocare bene va ben oltre la semplice soddisfazione personale ma ripaga il giocatore di uccisioni spettacolari e veloci, cosa fondamentale quando ci sono tanti (troppi!) nemici sullo schermo.
Ninja Gaiden non si limita a mostrarci Ryu affettare i nemici uno appresso all’altro, ma ci dà la possibilità di spettacolarizzare le nostre innumerevoli uccisioni grazie all’esecuzione delle Tecniche Finali: sfruttare il karma a proprio vantaggio, cosa che solo i veri ninja dopo anni di addestramento riescono a fare. Tenendo premuto il tasto Y Ryu richiamerà a sè tutta la sua energia, concentrandola nella sua arma. Rilasciando il tasto più tardi possibile vedremo il nostro eroe lanciarsi in una sequenza lunghissima di fendenti e affondi facendo letteralmente a pezzi il povero malcapitato. E se i nemici davanti a noi saranno due o tre, tutti periranno sotto i colpi delle nostre spade! Una sequenza di una spettacolarità mai vista prima, contornata da una violenza senza precedenti. Il rovescio della medaglia di questa tecnica sta nel fatto che durante il momento di concentrazione saremo vulnerabili agli attacchi: il tempismo è d’obbligo, quindi, ma per velocizzare la tecnica è possibile assorbire l’essenza dei nemici morti sul campo di battaglia.


Parental advisory


Ninja Gaiden 2 ha fatto della crudeltà uno dei suoi segni distintivi, fin dai primi screenshot che si videro in rete. A gioco concluso possiamo affermare che questa caratteristica è preponderante in ogni momento del gioco, lasciando senza respiro il giocatore attonito che vede volare per tutto lo schermo arti e teste mozzate, mentre il suolo si impregna del sangue dei ninja abbattuti. Amputare un braccio a un maledetto adepto del Clan del Ragno Nero, però, non farà altro che farlo innervosire ancora di più. Infatti i nemici mutilati, magari striscianti a terra nel loro stesso sangue sono altrettanto pericolosi di quelli tutti interi. Non sarà infrequente doversi scalzare di dosso un moribondo che ci artiglia alle spalle con il solo braccio rimanente e si lascia esplodere senza troppe cerimonie. Per finire in fretta i nemici feriti, abbiamo a disposizione la Tecnica dell’Annientamento: se eseguita vicino a un mutilato, Ryu lo affetterà a dovere lasciandone pochi brandelli di carne sull’asfalto come un mero ricordo.

Il duro addestramento ninja a cui si è sottoposto Ryu per tanti anni gli ha permesso di poter maneggiare una grande quantità di armi tutte distruttive e laceranti: oltre alla fida Spada del Drago, il nostro eroe farà sfoggio della sua abilità con una falce, con un bastone chiodato, con i nunchacku e con altre armi tutte riprese dalla tradizione dell’arma bianca giapponese. Per ogni arma, ci saranno differenti Tecniche Finali, diverse animazioni durante le Tecniche Dell’annientamento, rendendo il gioco vario e godibile. Inoltre è possibile aumentare la potenza del nostro arsenale nei negozi sparsi per i livelli del gioco.

L’arsenale di un ninja non si compone di sole spade e falci: possiamo utilizzare una certa varietà di armi a lunga gittata come gli shuriken (le immancabili stellette ninja), arco e frecce o gli arpioni esplosivi. Insomma ce n’è per tutti i gusti. E a questo si aggiungono i Ninpo, le tecniche magiche che permetteranno a Ryu di sprigionare dal nulla palle di fuoco, lame volanti o uccelli incandescenti [sic!].

A questo punto la domanda che tutti si pongono riguardo a Ninja Gaiden 2: quanto è difficile? Possiamo ammettere con una certa sicurezza (e senza vergogna) che non pochi di noi hanno abbandonato il primo capitolo, in preda alla frustrazione, con le mani tremanti e uno sguardo di odio negli occhi, odio verso la console, verso il joypad, verso il gioco, verso tutti quei maledetti giapponesi che invece l’avevano finito senza batter ciglio! Ninja Gaiden 2 si presenta ai nostri occhi con due livelli di difficoltà selezionabili all’inizio. Il più abbordabile (Il Sentiero Del Accolito [SIC!!!]) si lascia giocare con una certa tranquillità, senza grossi patemi, anche se il livello di asprezza degli scontri cresce avanzando nel gioco con un’impennata dopo la metà dell’avventura. Con questo non voglio assolutamente dire che il gioco sia semplice, affatto! Percorrere i vari livelli e finirli tutti interi senza morire neanche una volta è cosa ardua fin da subito, ma per fortuna non ci troviamo di fronte a quel muro insormontabile che era il precedente episodio.
Un’altra caratteristica fortemente voluta da tutti i videogiocatori per questo secondo capitolo è la presenza di un maggior numero di save point, più ravvicinati e frequenti. Un toccasana, soprattutto nei livelli più avanzati dove ci troveremo di fronte a sezioni molto complicate, irte di pericoli e popolate da mostri ardui e molto irosi.
Un discorso a parte meritano invece i successivi livelli di difficoltà: sono tosti, ardui e spietati. Pane per i denti di tutti gli hard core gamer, e di tutti quelli che si lamentano ogni giorno per quanto sono semplici i giochi. Preparatevi a digrignare i denti e a sbuffare di rabbia, Ninja Gaiden 2 vi farà sudare sangue, e se non ne sarete all’altezza sarà solo per colpa vostra che non siete dei veri ninja!


Tecnica Ninja

L’aspetto tecnico di Ninja Gaiden 2 è un mix di ottime trovate e di alcune sciatterie che potevano essere evitate tranquillamente.
Iniziamo dalle brutte notizie. Una nota di demerito va alla realizzazione dei livelli di gioco. L’idea generale è che siano spogli. E non mi riferisco al fatto che non c’è nessuno che circola per le strade a parte i ninja e i mostri che vogliono farci la pelle, perché in definitiva questa soluzione è auspicabile per venire incontro al tipo di gioco che stiamo affrontando. Tra l'altro questa è stata una scelta voluta dallo stesso Itagaki: la sua violenza non doveva essere gratuita e rivolta verso innocenti, per preservare comunque l'idea di onore che circonda tutta la leggenda dei ninja. In realtà quello che lascia perplessi è quanto le ambientazioni siano povere di elementi grafici. Il livello di New York è quasi monocromatico, con una cura per i dettagli un po’ povera. C’è da dire che i nemici presenti su schermo sono sempre in gran numero e quindi si potrebbe arguire che alleggerire i fondali sia servito a mantenere sempre vivo un frame rate elevato e costante. Ma sappiamo (e lo abbiamo anche visto) che migliorie in questo senso potevano essere fatte.
Un’altra caratteristica che fa storcere il naso giocando a Ninja Gaiden è rappresentata dall’annoso problema che affligge questo gioco: la gestione della telecamera. In questa occasione è stato scelto di avvicinare e abbassare l’occhio virtuale che ci segue nell’azione per spettacolarizzare ancor di più i combattimenti in cui ci cimenteremo. Finché ci troviamo in spazi aperti, non si nota nulla di particolare se non che Ryu molte volte occupa gran parte dello schermo, mentre il sangue sprizza da tutte le parti. I problemi insorgono quando ci addentriamo in corridoi angusti o in spazi chiusi: alcune volte passeremo del tempo a trovare la giusta inquadratura, riuscendoci dopo qualche tentativo. Bisogna però dare la giusta dimensione a questo problema. Siamo ben lontani dalla vecchia realizzazione, in cui la telecamera faceva davvero venire i nervi a chiunque, tanto da aver obbligato i realizzatori a crearne una nuova versione riveduta e corretta. Ninja Gaiden 2 si comporta discretamente in questo senso e, con un po’ abitudine, i problemi di inquadratura vengono tranquillamente superati senza grossi danni.
Per fortuna le brutte notizie sono finite qui e a accanto a queste cadute di stile ci sono una gran quantità di pregi in questi gioco da far passare in secondo piano quanto detto finora.
Innanzitutto il protagonista è assolutamente perfetto nella realizzazione tecnica e nelle movenze fluide e felpate come da proverbiale tradizione ninja. Le animazioni sono curate nei minimi particolari, ogni singola spadata e colpo di falce sono accompagnati da movimenti perfetti e naturali, come anche la corsa sui muri, i salti da una parete all’altra, tutte azioni che vedremo performare da Ryu con una fluidità senza precedenti.
L’eroina del gioco, Sonia, detta un nuovo standard per quel che riguarda le dimensioni e le bouncing animation che caratterizzano il suo arsenale di tutto rispetto. Purtroppo la presenza della bella Sonia si limita a qualche comparsa nel corso del gioco e non avremo la possibilità di utilizzarla durante l’avventura. Peccato.
Anche i nemici sono ben caratterizzati e vari, armati fino ai denti e molto aggressivi. Non si limiteranno a qualche misero attacco, ma cercheranno di accerchiarci, pareranno i nostri colpi e saranno insidiosi quanto basta a metterci sempre sul chi vive. Il bestiario è ricco di umani e mostri di ogni genere e dimensione, volanti e striscianti, meccanici ed organici. Insomma, di sicuro non ci annoieremo mai!
Un discorso a parte meritano i tanto odiati boss di fine livello, per due motivi: in primis, non sono di fine livello, nel senso che capita di incontrare questi super cattivoni giganti anche nel bel mezzo del nostro percorso. Particolarmente ben realizzati (come il gigante cieco sul ponte di Brooklyn, o il drago d’acqua), saranno abbastanza ostici da annientare, tutti dotati di una gran varietà d’attacchi molto dolorosi.
Come se tutto ciò non fosse abbastanza, l’engine del gioco si comporta egregiamente tenendo un frame rate solidamente costante, a parte qualche piccola defaillance in momenti molto concitati (come ad esempio nei livelli finali in cui si assiste a fastidiosi rallentamenti), riuscendo a gestire una gran quantità di nemici su schermo contemporaneamente a tutti gli input che vengono dal joypad. Gli effetti di luce e particellari che pervadono l’azione su schermo sono proverbiali nella realizzazione e nella spettacolarità, sottolineando l’azione in maniera perfetta.

Il sound del gioco è perfetto. Le musiche concitate ritmano con disinvoltura i vari combattimenti facendo assomigliare sempre di più i movimenti di Ryu a una danza di morte sotto i cui colpi periscono orde di nemici. Il suono delle armi e gli schiocchi metallici delle spade che cozzano tra loro sono perfettamente realizzati.
Il doppiaggio è interamente in inglese con un buon lip synch. Le voci dei vari attori ben si sposano con i personaggi e donano un giusto pathos alla recitazione. Il gioco è corredato di sottotitoli in italiano, che il più delle volte fanno il loro dovere. Una piccola nota di colore: nel menu principale, il livello di difficoltà facile è stato tradotto con ‘il Sentiero del accolito’, tralasciando tutte le regole grammaticali del caso!


Lonely man

La strada del ninja è un cammino solitario e anche in questo il gioco non si discosta dal primo Ninja Gaiden su Xbox. Il multiplayer non è stato implementato e l’avventura in single player è l’unica che potremo affrontare. Per sfruttare Xbox Live è stato introdotto un sistema di classifiche per valutare il nostro valore sul campo di battaglia in base al punteggio karma che riceveremo alla fine di ogni livello.
Il Team Ninja ha pensato di inserire una nuova feature che farà felice tutti coloro che vorranno mostrare al mondo intero il loro modo di giocare. È il Ninja Cinema: ci viene offerta la possibilità di filmare le nostre prodezze per metterle in condivisione con tutti gli aspiranti ninja di tutto il mondo. Un buon contorno che però ha il suo rovescio della medaglia: durante la registrazione il gioco potrebbe subire dei leggeri rallentamenti.
La longevità del titolo è alta: non solo per il livello di difficoltà insito ma anche per i tanti livelli da superare e per le prove di coraggio da affrontare nel corso dell’avventura. In questi frangenti saremo catapultati in un’arena meta temporale in cui orde di nemici si accavalleranno in ondate infinite. Il nostro compito come è facilmente arguibile è quello di farle fuori tutte, per avere una ricompensa finale. Un altro punto a favore della longevità del titolo è dato dal collezionismo sfrenato che ci spingerà a trovare tutti gli item sparsi nel gioco, tutti i tesori e a potenziare tutte le armi per diventare il ninja invincibile che abbiamo sempre sognato di essere.


Ninja May Cry

In sede di conclusione è doveroso menzionare il diretto concorrente di Ninja Gaiden, ovvero Devil May Cry. Si sono accese molte discussioni su quale sia il migliore e perché. I due giochi appartengono alla stessa categoria, è vero, sono ambedue degli hack and slash senza tanti fronzoli. Hanno i loro punti deboli e i loro pregi e paragonarli per decidere quale sia il migliore è quanto mai sterile ed inutile. Ninja Gaiden è impegnativo fin dall’inizio e ha dalla sua una enorme quantità di armi e mosse eseguibili dal protagonista, cosa che potrebbe spingere gli hard core gamer ad amarlo fin da subito. D’altro canto Devil May Cry ha un plot narrativo migliore (ma sempre abbastanza sciatto…) e una cura maggiore per il contorno grafico. Il divertimento è alto in tutti e due i titoli, quello che li distingue è l'approccio al divertimento videoludico. Laddove Devil May Cry obbliga il giocatore a costruire il suo personaggio acquisendo le varie mosse volta per volta, Ninja Gaiden 2 lo butta nella mischia garantendo fin da subito un'azione veloce, spettacolare e corroborante che sale di livello in livello. Nessuno dei due esce vincitore da questo confronto, nel senso che dovrebbero essere presenti in ogni ludoteca che si rispetti, affiancati, uno diretto completamento dell'altro.

Ninja Gaiden è quindi un grandissimo gioco, permeato da uno spirito arcade di prim’ordine che non mancherà di divertire chiunque si avvicini a questo titolo. La sua grande mancanza è una storia degna di essere raccontata, ma d’altronde non abbiamo comprato questo gioco per filosofeggiare sulla crudeltà della guerra e su come anche il Bene debba armarsi fino ai denti per combattere il male (sarà giusto così?)

 

PRO:

  • Grande giocabilità
  • Difficoltà aggiustata per i meno navigati
  • Ottime animazioni ed effetti di luce
  • Nemici vari ed 'intelligenti'


CONTRO:

  • Plot narrativo inesistente
  • La telecamera a volte fa le bizze
  • Scenari un po' spogli
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