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Game Info Game Review Screenshots Gallery
Voto Globale 8
Grafica 8.5
Audio 8
Giocabilità 0
Innovazione 6
Durata 9.5
Dead or Alive 4
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Nuova console, Nuovo picchiaduro

Ogni console al suo debutto è sempre accompagnata da un titolo fighting, si veda ad esempio Playstation, con il suo Toshinden (Tekken venne subito dopo), il Sega Saturn con Virtua Fighter, il Dreamcast, sempre di Sega, con Soul Calibur, per non citare il glorioso Super Nes che aveva al suo fianco niente di meno che lo splendido Street Fighter II. Questo binomio inscindibile (debutto nuova console/uscita esclusiva di un picchiaduro) è immutato nel corso degli anni e si ripresenta ai giorni nostri con Microsoft Xbox 360 e Dead or Alive 4 di Tecmo. Il Team Ninja, forte dei successi riscossi soprattutto su Xbox, riporta in scena le lottatrici più amate dei videogames, presentandoci il titolo che si candida ad essere l’episodio più bello della saga di Dead or Alive.

Dal 1998 ad oggi

La saga di Dead or Alive ha attraversato il corso degli anni debuttando da prima in sala giochi e poi sulla storica Playstation, per poi giungere su Dreamcast e Xbox dove sembra abbia trovato il suo "Locus Amoenus": possiamo infatti ricordare moltissimi episodi apparsi sulla console Microsoft, a cominciare da Dead or Alive 3 passando per Dead or Alive Extreme Beach Volley (spin off della serie, che vedeva le gentil donzelle, presenti nel fighting Tecmo, sfidarsi in tornei di beach volley su soleggiate spiagge di un’isola tropicale) fino ad arrivare a Dead or Alive Ultimate (che vede il debutto della serie nel gaming online oltre che la presenza sia del primo che del secondo episodio della saga). Il titolo del Team Ninja si è sempre distinto, oltre che per l’affascinante presenza delle lottatrici, per una grafica sopra le righe associata purtroppo ad una poca profondità della trama e del gameplay. Riuscirà il quarto episodio a far meglio dei suoi predecessori? Analizziamo insieme il gioco in tutti i suoi aspetti per avere un’idea più precisa sull’ultima produzione Tecmo.

Modalità di gioco

Il più classico dei menu si presenterà una volta caricato il gioco: le voci che lo compongono sono infatti del tutto simili a quelle viste in Dead or Alive Ultimate. Potremo cominciare con lo Story Mode, vero e proprio cuore del gioco, con il quale seguiremo la storia del nostro lottatore preferito (gli scontri e le situazioni di gioco variano da personaggio a personaggio), cimentarci con il Training Mode, utilissimo per apprendere le nuove mosse ed i piccoli cambiamenti presenti nel gameplay, passando poi per il Watch Mode, nel quale possiamo assistere ad un combattimento avente per protagonisti lottatori guidati dalla Cpu.
Non può naturalmente mancare il classico Time Attack, nel quale oltre ai nostri soliti avversari, saremo costretti a lottare anche contro il tempo per guadagnare le tre medaglie messe a disposizione; il Survival Mode invece altro non è che una battaglia in successione che può portare a sfidare, uno dopo l'altro, fino a 100 lottatori in successione (scelti naturalmente tra i 22 presenti nel gioco).
Ritorna infine il Team Battle nel quale potremo, grazie all’aiuto di uno o più personaggi, cercare di prevalere sui nostri avversari, e l'immancabile Versus Mode. Come non citare, infine, la superba modalità Online, che garantisce una longevità praticamente infinita al titolo.
Chi ha già provato Dead or Alive Ultimate sa già quanto sia emozionante poter sfidare persone di tutto il mondo. Il Team Ninja supera se stesso offrendoci un esperienza live molto appagante tramite lobby molto simpatiche e fantasiose. Il videogiocatore avrà la possibilità di acquistare, oltre a nuove lobby, anche esilaranti avatar, il tutto grazie ai dollari virtuali che si possono guadagnare vincendo i combattimenti online.
Le modalità di gioco online sono molto varie: vanno dal “Chi Vince resta”, passando per “Chi Perde resta”, “Torneo”, “Team Battle”, “Survival” per arrivare al “Kumite”, nel quale il giocatore che crea la partita combatte contro tutti gli altri.
Sebbene nelle lobby sia possibile l’accesso ad un massimo di 16 giocatori, si consiglia caldamente di non superare i quattro utenti, causa problemi di lag. Non disperate comunque, poiché Tecmo ha già affermato di essere al lavoro su di una patch per risolvere questo fastidiosissimo inconveniente, offrendoci così un netcode ottimizzato ed esente da lag. Non si può certo dire che le modalità di gioco presenti siano poche, ma ci si rende subito conto che qualche nuova aggiunta avrebbe potuto regalare una esperienza di gioco più profonda (si pensi, ad esempio, alle innovazioni presenti negli ultimi capitoli di Tekken o Soul Calibur).

Tra Nuova Generazione... e Vecchi Difetti

Ciò che colpisce maggiormente cominciando a giocare a DoA4 è indubbiamente il comparto grafico (anche se programmato utilizzando Kit di Sviluppo non ancora "Maturi"...); il lavoro svolto dal team di Itakagi, nonostante non sfrutti a pieno le grandi potenzialità di Xbox 360, è sorprendente. Gli scenari, oltre ad essere interattivi sono riprodotti con un’attenzione al dettaglio quasi maniacale (si pensi alla realizzazione di alcune superfici come ad esempio l’acqua che, oltre a riflettere i lottatori ed il paesaggio circostante in maniera impressionante, è dotata di una dinamica superlativa), sviluppati su piani multipli e pieni di dislivelli.
I lottatori (e le lottatrici) sono anch'essi realizzati con molta cura, pur mantenendo uno stile manga tanto amato dai videogamer nipponici; non aspettatevi quindi personaggi ultra realistici (come i pugili visti in Fight Night 3), il Character Design è sotto questo punto di vista, rimasto invariato rispetto ai precedenti capitoli, presentando ovviamente numerose migliorie (muscolatura dei combattenti, vestiti e la realizzazione dei capelli in primis; quest’ultima risulta notevolmente migliorata anche se non priva di difetti).
L’unico piccolo neo dal punto di vista grafico riguarda la fastidiosa presenza di compenetrazioni poligonali, le quali avvengono spesso (anche se in misura minore rispetto all'Ultimate) durante l’esecuzione di alcune prese.
La fluidità di gioco è un altro degli aspetti maggiormente curati del gioco: i movimenti sinuosi dei lottatori, oltre ad essere gradevoli agli occhi, migliorano la giocabilità del titolo notevolmente...il tutto accompagnato da un frame rate costante di 60 fps che rende questo Dead or Alive il più frenetico e veloce di sempre.
Il comparto sonoro si assesta su buoni livelli (senza però toccare vette d’eccellenza) offrendo pieno supporto al sistema audio Dolby Digital 5.1.
Il gameplay è stato perfezionato, con piccole modifiche, ma che vanno tutte a vantaggio del videogamer; effettuare le varie counter (le contromosse), che da sempre hanno caratterizzato la serie di DoA, è ora ben più difficile, con il risultato che difendersi non è più cosi semplice come un tempo; gli attacchi aerei inoltre sono gestiti in maniera più precisa rispetto ai precedenti capitoli.
Il sistema di controllo risulta essere identico a quello dei capitoli precedenti: un po’ troppo semplice e limitato da soli 4 pulsanti d’azione. Il pad di Xbox 360 si è fatto notare per una maggiore comodità e precisione rispetto al pad del primo Xbox, soprattutto nella pressione combinata di più pulsanti e nella comodità dell’impugnatura.
Nonostante notevoli passi avanti siano stati effettuati per rendere i vari personaggi equilibrati, si nota un "non perfetto bilanciamento" tra loro tanto che è possibile, con determinati lottatori, eseguire combo che hanno indubbiamente un’efficacia maggiore rispetto a quelle degli altri. Altra nota dolente risulta essere la presenza di quelli che io chiamo “rimbalzi” (ovvero una volta colpito il nostro avversario di turno capita, troppo spesso, che esso voli in aria e sia vulnerabile ai nostri attacchi); il problema è che dopo averlo colpito una prima volta il malcapitato rimbalzerà come un palloncino e potrà essere colpito numerose altre volte senza possibilità alcuna di potersi parare. Questo è forse uno dei difetti che Dead or Alive si porta dietro da anni e che, francamente,ne faremmo volentieri a meno.
La modalità Story si riconferma (ahimè) debole, presentando una trama pressappoco decente per alcuni personaggi, e disarmante ed insensata per altri. Sicuramente la storia sarà appagante per gli Otaku, i videogamers nipponici e agli amanti della saga, ma di scarso spessore per chiunque altro (sarebbe costato troppo assumere uno sceneggiatore decente?).
Da segnalare (finalmente!) la presenza di splendide scene in FMW al termine della modalità Storia, curate nella realizzazione, non sempre nei contenuti.

Conclusioni
Doa 4 è senza dubbio il migliore episodio della saga realizzata da Itakagi, grazie ad un comparto tecnico impressionante, alla velocità e fluidità di gioco notevolmente migliorata, ai piccoli miglioramenti nel gameplay e alla presenza dei finali in computer grafica. Farà senza dubbio felice gli amanti della serie ma, purtroppo, conserva ancora molti difetti, come una trama poco approfondita (del tutto assente o priva di logica per determinati lottatori), un sistema di gioco ancora troppo limitato e basato su solo quattro tasti e soprattutto un effetto “rimbalzo” quando si è colpiti, che rende odiosi e frustranti gli incontri. La strada intrapresa dal Team Ninja nel realizzare questo Dead or Alive 4 è senza dubbio buona, ma bisogna ancora rivedere alcuni aspetti per rendere questo picchiaduro all’altezza della concorrenza (leggasi Soul Calibur e Virtua Fighter), anche se al momento disponibile solo su console old-gen.
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