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Recensioni Xbox360


Beowulf The Game

Grafica: 5.4
Sonoro: 6
Innovazione: 5.8
Longevità: 5
Giocabilità: 5
Multiplayer-Online: n/a
5.4/10
Evitabile

A cura di Papposileno

Danimarca. Alto medio evo.
Il castello di Herot, fortemente voluto da re Hrothgar, vive i soliti preparativi per l'ennesimo banchetto. Ma un'ombra nera e l'odore della morte aleggiano sull'umore degli astanti: Da più di 11 anni un gigantesco ed informe mostro, attratto dagli schiamazzi dei festanti guerrieri danesi, colora di rosso sangue la Sala dell'idromele dove il re e i suoi sudditi sono soliti festeggiare le nuove vittorie o le grandi conquiste cariche d'oro. Ed ancora una volta i presagi sono meno infausti della realtà. Il folle mostro, Grendel, animato da un odio misterioso, raggiunge i festanti vichinghi e compie un'altra carneficina, risparmiando un manipolo di superstiti tra cui il re e sua moglie, la bellissima regina Wealthrow. E' tempo di chiudere la sala dell'Idromele. Di rinviare ogni giornata di festa. Di mettere in palio il più splendente dei tesori della corona, il corno d'oro, se non il trono stesso, per un eroe capace di uccidere il mostro e liberare la terra del nord dall'incubo che la assale. Ma chi può compiere questa impresa? Chi è il mortale cosi forte e coraggioso da sfidare quest'incubo? Esiste un eroe degno del trono di Danimarca?


"Io sono potenza, io sono gloria io sono lussuria!"

Impersoniamo Beowulf, leggendario guerriero re dei Geati, un pezzo d'uomo con la criniera di Hercules e il corpo di Conan il Barbaro, dotato della forza di 30 uomini e della rabbia degli orsi del nord. Arrogante ed egoista, affamato di oro e di gloria, affronteremo sotto le sue spoglie un difficile viaggio verso la Danimarca per distruggere la bestia assetata di sangue che semina distruzione e morte su quelle innevate lande di ghiaccio. Una volta sul trono di Danimarca dovremo affrontare le conseguenze della nostra ingordigia e malvagità. Guideremo i nostri cavalieri in battaglie volte a ulteriori conquiste, spazzando via nemici e sterminando mostri e troll che minacciano il nostro regno. Avremo due vie da seguire, quella dell'eroe e quella dell'uccisore di mostri. E solo alla fine sapremo se la strada che abbiamo percorso è quella che ci conduce all'alloro della gloria eterna.


Il padre dell'epica europea

La storia su cui si basa Beowulf è tratta da uno dei poemi più antichi scritti in inglese arcaico. Per secoli è stato cercato, oltre che il senso recondito delle parole e delle metafore dell'anonimo autore, anche una flebile traccia di verità storica, cercando di collocarlo in un periodo che gli studiosi alla fine hanno qualificato intorno al 450 e il 600 D.C. grazie ai riferimenti presenti nel lunghissimo poema. Carico di un grande valore allegorico e dei contenuti canonici dello scontro fra l'eroe e il mostro, nonché di svariati riferimenti simbolici che per decenni sono stati oggetto di studio, e lo sono tutt'ora, il testo è stato anche ispirazione per tantissimi grandi nomi del mondo dell'intrattenimento globale: Tolkien e Michael Crichton per la letteratura, Christopher Lambert, Gerald Butler, fino all'ultimo lavoro in motion Capture diretto da Robert Zemeckis, per quanto concerne il cinema. E tanti sono i riferimenti in videogiochi del passato, dagli scarponi" Beowulf" di Dante in Devil may cry 3 alla spada Hrunting, la stessa del nostro eroe, in Castlevania: Aria of Sorrow. E potremo continuare a lungo, per far capire quanto questa storia sia stata madre di idee riportate in tantissime opere di fantasia più o meno recenti.


Venti cavalieri e un castello

Beowulf è essenzialmente un'avventura action in terza persona che attinge a piene mani dalla serie di God of War. Il nostro uccisore di mostri solcherà le terre del regno di Danimarca con il suo esercito, che diverrà sempre più numeroso con il passare dei capitoli (da un minimo di 4 fino ad un massimo di 20 cavalieri), nel tentativo di sgomberare la terra del nord dalle minacce che la affliggono, siano esse mostri, barbari, malefiche sacerdotesse o giganteschi troll. A questa nutrita compagnia dovremo far da balia: se tutti i soldati verrano uccisi mentre noi ci dilettiamo in altre faccende ignorando le loro grida di soccorso, ammireremo un bel game over grondante sangue sullo schermo davanti a noi. Il gioco ci vedrà inoltre signori del castello di Herot, dal quale potremo decidere le nostre destinazioni per le campagne di liberazione del regno, la nostra dotazione in armi e quali aspetti upgradare delle nostre caratteristiche belliche. Beowulf ha infatti due aspetti predominanti, da una parte la "Furia carnale", un caratteristica che ci consentirà di sprigionare una rabbia cieca e sanguinolenta, dall'altra avremo il comando "Eroismo", in grado di far prevalere la nostra carica di giustizieri e di infondere coraggio nelle nostre truppe, entrambi da dosare sapientemente durante le battaglie poiché saranno a discapito della nostra linea della vita (l'indicatore eroico), che si assottiglierà secondo il numero delle volte che utilizzeremo tali azioni. Entrambe potranno essere implementate e rafforzate: accedendo all'angolo di Unferth, viscido ciambellano di corte fedele al vecchio re Hrothgar, per quanto riguarda la nostra forza carnale, e al tavolo tattico di Wiglaf, nostro fedele braccio destro, per gestire i potenziamenti eroici e la conduzione dei cavalieri, tramite le runie o i punti abilità che avremo ottenuto con il nostro operato. Dal balcone di Wulfgar, il vecchio saggio che ci condurrà al castello lungo il sentiero del re, potremo scegliere quale campagna affrontare, selezionando il territorio sulla cartina della Danimarca che ci verrà mostrata. Nella camera da letto invece interagiremo con la bellissima Wealthrow, ma solo per ammirare i tesori conquistati e la nostra dotazione di armi.
Queste potranno essere reperite lungo lo scenario di gioco e durante il corso delle nostre violente scorribande a caccia di mostri, e spaziano dalle semplici spade agli scudi, dalle lance stregate ai martelli alla Thor, dalle asce alla picca, fino a grossi bastoni, pietre, e svariati elementi dei fondali, riciclabili come armi, quali pilastri, casse, stalattiti e tronchi d'albero. Le armi, salvo rari casi, come la spada Hrunting o la lancia di Odino piuttosto che l'ascia dei troll, sono dei beni deteriorabili (tenere sempre d'occhio l'indicatore che ci rammenta lo status dell'arma), e dopo il massiccio uso che ne faremo verranno sbriciolate dalla nostra forza prorompente. Esplorare lo scenario e i livelli per estrarre l'ennesima spada nella roccia sarà un continuum dell'azione di gioco. Ma se proprio non ne potremo fare a meno avremo sempre le mani dalla nostra parte. A suon di pugni, calci e prese degne dei migliori wrestler avremo modo di scoprire varie modalità per eliminare un nemico. E più saremo stilosi nell'effettuare le uccisioni più guadagneremo punti vita e nuove combo da eseguire. Vagando per i territori nel tentativo di sgomberare il campo dai nemici ci imbatteremo in svariate sottoquest dedicate ad incrementare il numero di cavalieri al nostro seguito, ai quali, mediante una semplice interfaccia, potremo impartire ordini quali aprire porte, spostare massi, muovere ingranaggi. I nostri compagni verranno resi più forti e motivati dai comandi Eroismo e Incitamento. Particolarmente interessante il secondo, che ci vede intenti, come nei giochi musicali più noti, a seguire il ritmo della musica o dei canti dei nostri guerrieri e premere i tasti visualizzati a schermo con il giusto tempismo. Se saremo in grado di arrivare alla fine della canzone senza fare errori potremo far compiere ai nostri fidi alleati azioni come far virare l'imbarcazione di turno nel tentativo di evitare una scogliera, attrarre mostri con i canti altisonanti delle gesta del nostro eroe o spostare immensi impedimenti al nostro cammino nel minor tempo possibile. Tutto ciò accompagnato da una cornice splatter dove il sangue, la crudeltà, il massacro, volendo anche di innocenti, sono i veri protagonisti del gioco.


C'è del marcio in Danimarca

Purtroppo queste che potrebbero sembrare delle ottime premesse per un gioco maturo e non privo di qualche tocco di originalità si rivelano essere solo delle caratteristiche abbozzate e non pienamente sviluppate. La caratterizzazione dei personaggi, se si esclude l'eroe principale, non entra a fondo nelle psicologie degli attori in gioco, dando per scontati interi aspetti della trama presenti nel film e non rappresentati nel titolo Ubisoft: Il rapporto tra Beowulf e la sovrana, l'antefatto alla base delle cruente vicende narrate, i rimorsi del vecchio re Hrothgar e i segreti che la sua anima cela. Alla fine la ripetitività dell'azione, scenari che sembrano sempre uguali ed eccessivamente lineari, come i nemici e le situazioni in cui ci troveremo protagonisti, riescono presto a stancare facendoci abbandonare l'iniziale godimento dovuto alla forza bruta di Beowulf. Seppur aiutato da una miriade di combo atte all'eliminazione dei numerosi nemici che incontreremo, il nostro condottiero finirà per utilizzare sempre le stesse combinazioni di colpi, spesso schiacciando tasti alla rinfusa, cosa che ci consentirà di ottenere comunque ottimi risultati. Si rivelerà per cui inutile accedere all'inventario per studiare le nuove combo acquisite durante l'azione (un pò come avviene in Tekken, dove anche è possibile mettere in pausa il gioco e studiare nuove combinazioni di colpi). In generale poi l'IA di quelli che dovrebbero essere i nostri acerrimi rivali è decisamente livellata verso il basso, motivo per cui l'eliminazione degli avversari minori risulterà distinguersi solo leggermente da quella dei nemici principali . Stancano anche gli scontri con i Boss di fine livello con le molteplici sequenze di tasti da seguire, che demandano azioni di lotta sempre uguali alla precisione con cui si premono i comandi, generando frustrazione e noia. Anche la diversità con cui si affronta l'avventura, secondo i dettami dell'Eroismo piuttosto che della forza Carnale, in realtà incidono poco sulle vicende e sul risultato finale. Sia che si decida di essere semplicemente degli uccisori di mostri, utilizzando a piè sospinto il tasto che ci trasforma in degli incredibili HULK color rosso sangue animati da puro spirito di devastazione, sia che si dilapidi la nostra riserva di vita con il comando che rende eroici noi e i nostri guerrieri, alla fine completeremo la storia allo stesso modo, senza particolari differenze, magari solo con qualche vita innocente sulla nostra coscienza. La Furia carnale renderà infatti impossibile controllare il nostro personaggio che dilanierà allo stesso modo nemici e compagni d'avventura. Cosa Moralmente inaccettabile e che ci farà guadagnare lo sprezzante appellativo di egoista uccisore di mostri. Ma il fatto di poter far resuscitare i nostri soldati compiendo delle gesta eroiche o incitando la truppa in maniera perfetta con le quest musicali, di fatto rende totalmente inutile la superflua divisione tra la via del bene e quella del male, che aveva la pretesa di indicizzare moralmente le azioni del nostro guerriero, ma che alla fine si rivela una ottima idea non implementata a dovere. Anche l'artificio di associare una zona particolare del castello ad una specifica opzione di gioco (l'upgrade della Furia carnale, la scelta delle armi, la mappa del territorio da ripulire ecc) alla fine si rivela una mancanza. L'impossibilità di vagare liberamente per Herot e le schermate fisse dei vari angoli della magione danno un senso di costrizione e immobilità al giocatore, che si vedrà costretto a saltare da un angolo all'altro tramite la pressione dei tasti dorsali. Ciò, oltre che limitare il realismo dell'avventura, inficia anche il processo di identificazione e immedesimazione con il personaggio e la storia.


Uno...Yeti per il mio regno!

Anche la grafica del gioco mostra uno studio approssimativo. Forse la fretta di lanciare il gioco in contemporanea con l'uscita del film, forse l'eccessiva scommessa in un brand comunque ancora tutto da verificare in termini di popolarità e gradimento, piuttosto che l'incondizionata fiducia nella pubblicizzatissima tecnologia Yeti (la stessa degli ultimi Ghost Recon per intenderci) hanno portato ad un risultato mediocre che si stenta a riconoscere come next gen. Nonostante l'acclamata scheda Ageia Physx l'impatto visivo degli scenari di gioco, inizialmente accattivante, con il progredire dell'avventura mostra la superficialità e la scarsa accuratezza del lavoro del team Ubisoft. Texture mal realizzate si accompagnano ad altre gradevoli ma che nell'insieme sanno di posticcio. La paletta dei colori, sempre la stessa, associata alle diverse locazioni non riesce a trasmettere il giusto senso di varietà dell'ambiente, rendendo il nordico medio evo che ci troviamo a perlustrare, sempre uguale a se stesso. L'uso di effetti visivi in sede di mappatura degli oggetti, delle scene di gioco principali e dei personaggi (come l'ormai abusato parallax) se da un lato arricchisce i soggetti e le cose di particolari anche ben realizzati, dall'altro non fa che acuire la scarsa attenzione nello studio della stragrande maggioranza delle altre location e dei personaggi secondari. Ma anche il nostro alter ego, se in taluni casi appare ben caratterizzato e dettagliato, in alcune sessioni di gioco sembra uscito da un titolo proveniente dalla passata generazione di consolle. Altrettanto si può dire per la realizzazione dell'acqua, del fuoco, della neve, del sangue, ed in generale degli effetti che non raggiungono mai uno standard visivo continuo, ma oscillano, secondo il livello o la location, tra il pienamente sufficiente e l'ampiamente scarso.
Cali di Frame rate abbastanza frequenti saranno compagni inseparabili dell'avventura di Beowulf, ma mai troppo fastidiosi da limitare ulteriormente la giocabilità del titolo, già di per se oberata dall'eccessiva routine dell'azione di gioco.
Il Sonoro alterna momenti da titolo di qualità superiore a fasi da gioco di secondo piano. Da elogiare le sessioni dove il canto e il ritmo diventano protagonisti, con un audio ben fatto e gradevole, che ci porta ad apprezzare gli inni che rendono omaggio al nostro uccisore di mostri preferito. Di scarso rilievo il doppiaggio in italiano, con voci mancanti della necessaria drammaticità, comunque diverse da quelle del lungometraggio. Non privo di varie imperfezioni a livello di allineamento tra labiale e parlato, spesso reso fastidioso dalla ripetitività delle frasi pronunciate dal nostro eroe e dai continui incitamenti della madre di Grendel che ci sollecita ad usare la furia carnale. Se inizialmente la cosa può aiutare ad immergerci nella storia, in seguito malediremo lei e tutte le creature che dovrà sconfiggere Beowulf prima di arrivare allo scontato epilogo della vicenda.


Conclusioni

E' proprio il caso di dire :"Peccato"!
Perché il personaggio è portatore di un carisma fuori dal comune e perché la storia necessariamente approfondita poteva dar luogo ad un titolo interessante, forse eccessivamente carico di violenza gratuita, ma che nell'economia di un contesto cosi particolare poteva starci se suffragata dai giusti accorgimenti grafici e da un sonoro all'altezza. Invece il titolo presenta lacune piuttosto evidenti fin dall'inizio, dal prologo dell'uccisione dei tre mostri marini, che mostra subito le magagne a livello di gameplay, fino alla resa dei conti finale, con le evidenti mancanze a livello di spessore dei boss. Il tutto condito da imperfezioni grafiche che piovono nell'avventura come fulmini a ciel sereno e un ridondante "Già sentito" di effetti sonori mal campionati e spesso non all'altezza degli eventi che si vogliono rappresentare.
La sensazione di trovarsi davanti alla malattia incurabile dei Tie-in diventa evidente nelle ripetitive sessioni di gioco dove il reiterare gli stessi pestaggi e la stessa tiritera di combo finisce per annoiare irrimediabilmente il videogiocatore. Da sole, le sessioni in stile rhythm game non sollevano lo spessore dell'esperienza di gioco, per altro resa frustrante da check point troppo lontani l'uno dall'altro, dall'impossibilità di saltare cut scene di intermezzo che saremo costretti a vedere e rivedere, e dalla eccessiva linearità degli scenari e dei percorsi obbligati, che ci impediranno di utilizzare il nostro libero arbitrio.
Considerate le 6 ore scarse necessarie per ultimare il gioco, la mancanza di una opzione multyplayer e l'eccessiva facilità del titolo se ne sconsiglia l'acquisto agli hardcore gamers amanti del genere.
Visto l'insuccesso della pellicola (e presumibilmente del videogioco...), difficilmente ne vedremo un seguito.

PRO
Personaggio carismatico
Storia avvincente...

CONTRO
... ma mal raccontata
Troppo ripetitivo
Longevità ai limiti storici
Tecnicamente incompleto


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