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Piattaforma:
Game Info Game Review Screenshots Gallery
Voto Globale 8.5
Grafica 8.5
Audio 8.5
Giocabilità 8
Innovazione 6.5
Durata 7
Lara Croft: Tomb Raider Legend
Reviews
t3o
Galleria Completa

Introduzione:

A poco meno di dieci anni dalla sua prima apparizione, era il novembre del 1996, Lara Croft torna a far parlare di se con il settimo capitolo di una saga tanto amata e tanto odiata.
Tomb Raider o si ama o si odia…non ci sono vie di mezzo, anche se il sesto episodio ha di fatto deluso un po’ anche gli innamorati cronici di Lara come me. Core Design infatti aveva abbandonato l’idea di fondo che aveva fatto appassionare milioni di videogiocatori, quell’eroina, aggraziata e sexy, entrata di prepotenza fra i duri a morire in stile “Duke Nukem”, che, oltre che sparare, esplora, risolve enigmi e scopre arcani artefatti un po’ alla Indiana Jones. Gli ultimi episodi erano infatti molto scarni di questa componente ma offrivano una grafica spettacolare con una Lara che avrebbe fatto risuscitare anche un morto. Ecco allora che EIDOS decide di dare vita nuova alla saga licenziando Core Design a favore di Crystal Dynamics e approdando per la prima volta sulle console MS.

Gameplay:

Il cambio di sviluppatori porta senza dubbio una ventata di freschezza permettendoci di ammirare una Lara Croft sexy e più reale che mai, muoversi con una disinvoltura mai vista fra scenari spettacolari; il tutto condito da un motore grafico all’altezza della situazione.
Il ritorno alle origini si manifesta principalmente per la ritrovata vena da esploratrice di Lara che non bazzica più in borghi cittadini ma si muove fra vecchi siti archeologici sparsi per il mondo come nei primi due episodi. Non è solamente un ritorno all’idea originaria di Toby Guard( il vero padre di Lara) a rilanciare questo titolo; infatti un grande lavoro è stato fatto per ammodernare l’ostico sistema di controllo e le ormai obsolete visuali fisse che da sempre hanno caratterizzato il titolo. La facilità di controllo, con sequenze di acrobazie fra aste, pertiche e pareti rocciose, fa inevitabilmente accostare il titolo al recente successo della trilogia di Prince of Persia. Si nota da subito anche una rivalutazione della componente prettamente ACTION con numerose sparatorie che ricordano un po’ “Tomb Raider 2:Il pugnale dello Xian”. Lara ha a disposizione un buon armamento con le immancabili pistole a munizioni infinite, un rampino magnetico utilissimo per agganciare gli oggetti metallici,un PDA per tenere sott’occhio gli obiettivi della missione e un visore per analizzare la struttura dell’ambiente circostante. Durante il gioco spesso capitano situazioni con visuale “televisiva” e sequenze di tasti da premere in velocità per permettere a Lara di superare ostacoli e trappole.
L’inedito motore “fisico” permette di risolvere anche molti degli enigmi cosparsi lungo l’avventura, con Lara che col suo peso(limitato ovviamente…non mi permetterei mai di offenderla!:-D) fa scattare catapulte improvvisate, infrange vetrate con un ariete o si protegge, con oggetti trovati qua e là, da fiamme e presse. Per la prima volta inoltre non è solo uno il modo di risolvere un enigma ma troviamo diverse strade per arrivare alla stessa soluzione(ancora troppo a senso unico però è un inizio…) , cosa che rende più reale l’avventura. L’affascinante protagonista compie nuove evoluzioni da ginnasta che rendono più divertenti e giocabili le scene d’azione con possibilità anche di attacchi corpo a corpo.
Per aumentare un po’ la longevità potete rifare gli schemi con la modalità a tempo o scovare tutti i manufatti celati qua e là negli schemi.

La Storia:

Questa nuova avventura inizia con un flashback di Lara a 9 anni durante un incidente aereo; questo episodio segna l’intera vita della bella archeologa che, unica sopravvissuta al dopo incidente, vaga da sola per 10 giorni fino a raggiungere la località di Katmandu. Lara cresce sotto la rigida tutela del padre, l’archeologo Richard Croft conte di Abbingdon, che una volta morto, le lascia tutti i possedimenti tra i quali una splendida residenza.
L’avventura vera e propria inizia in Bolivia, con Lara in arrampicata a mani nude stile Ethan Hunt in Mission Impossible 2, alla ricerca di un altare di pietra decorato segnalatole dall’amica Anaya. La visione dell’altare scatena un altro ricordo nella testa della nostra eroina che ne aveva visto uno di simile con la madre dopo l’incidente aereo; basta questo per rendersi conto che il filo conduttore dell’intera storia sarà un continuo saltare da avventure presenti a ricordi passati, inseguendo il mito di Avalon, di Re Artù, e dei cavalieri della tavola rotonda.
Gli schemi a disposizione sono 7: Bolivia, Perù, Giappone, Africa, Kazakistan, Inghilterra, Nepal e di nuovo Bolivia; in più troviamo l’immancabile Residenza Croft, utile per affinare le proprie abilità nel controllare Lara e divertente per quanto riguarda la ricerca di manufatti sparsi per la casa.

Grafica:

Notevole anche qui il lavoro dei ragazzi della Crystal Dynamics; abbandonate le texture slavate e la rigidità poligonale dei blocchi e degli oggetti da muovere, troviamo pavimenti irregolari, pareti incavate e decorate, statue,sfere e casse di più dimensioni oltre che sassi e grossi massi. Una menzione particolare va agli effetti dell’acqua e della luce, evidenti in particolar modo in Ghana e tra le rovine della Bolivia. Interessante anche l’effetto bagnato che possiamo notare (non guardatela troppo….sono geloso! :-D) sul corpo di Lara dopo una nuotata rinfrescante.

Conclusioni:

Lara Croft: Tomb Raider Legend è una bella risposta a chi dava per defunta l’amata eroina. Graficamente più che soddisfacente e con un engine fisico davvero spettacolare, potrebbe issarsi a capolavoro assoluto del genere se non fosse per una longevità un po’ limitata e una ancora troppo costretta storyline. L’assenza del live a mio parere non è troppo sentita in quanto il titolo non è fatto per il multiplayer e non saprei immaginare sviluppi in questo senso.
Il cambio di sviluppatori si fa sentire in meglio(al contrario di quanto successo di recente per Amped3 e Top Spin 2) con una Lara sia visivamente(porca paletta, che gnocca :-p) che fisicamente, più reale che mai. Persa una taglia di seno, a dirla tutta anche 2-3 da “Tomb Raider 3:Adventures of Lara Croft”, e guadagnata una tonicità e una sensualità da brivido, Lara abbandona lo stereotipo della bambola gonfiabile che sembra fare l’occhiolino dicendo:”Hey, I’m a real girl!”.

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