La trama
Ci troviamo di fronte ad un seguito, perciò mi pare essenziale ripercorrere brevemente la trama dei precedenti capitoli. Questo momento della celebre saga dei supereroi mutanti narra del colonnello William Stryker che, con un’azzardata incursione nella Scuola per giovani dotati di Xavier, ha rubato due componenti di Cerebro, il sistema di identificazione e rilevamento dei mutanti degli X-men, prendendo in ostaggio alcuni alunni inermi. Servendosi delle componenti rubate, il malvagio Stryker costruisce una versione oscura di Cerebro per poter adempiere ai suoi fini. Un drappello di coraggiosi membri degli X-men e della Confraternita, organizzazione di mutanti malvagi che vorrebbero sottomettere gli umani in modo da conquistare il mondo intero, riesce a penetrare nel covo del colonnello e a trarre in salvo gli studenti, dopo aver neutralizzato le forze del male. Il prezzo della battaglia risulterà carissimo: Jean Grey, insegnante da sempre vicina a Xavier nel suo tentativo di avvicinare umani e mutanti, sacrifica la propria vita per far si che tale azione possa avere lieto fine. Ora gli X-men, messi in salvo gli ostaggi, devono tornare su doloroso luogo in cui si sono svolti i fatti appena ripercorsi, ovvero il bunker di Alkali Lake, per recuperare le componenti di Cerebro sottratte. Il compito si rivelerà ben presto più arduo del previsto a causa di oscuri nemici che si annidano nel covo dimesso del nemico: soldati armati fino ai denti, mutanti, sentinelle e, non da ultimo, fantasmi di un passato che pare non poter essere cancellato, renderanno dura la vita ai nostri eroi.
Il gioco
Per far meglio assaporare l’atmosfera del gruppo di mutanti più famosi del mondo dei fumetti, i programmatori hanno deciso di affidare le varie missioni a tre diversi personaggi: il mitico Wolverine, il misterioso Nightcrawler e Uomo Ghiaccio. Ciascuno dei tre personaggi attraverserà livelli appositamente creati, un po’ sullo stile dei vari import da titoli cinematografici usciti negli ultimi anni. Il gioco può a ben diritto rientrare nella categoria degli action games in terza persona: il protagonista deve compiere un percorso prestabilito seguendo gli obbiettivi di inizio livello, senza grandi possibilità di divagazione e sconfiggendo i nemici che via via rendono arduo il suo compito. I livelli in questione risultano molto lineari, con limitate possibilità di esplorazione e non forniscono un grande impatto complessivo: la grafica non è molto dettagliata per ciò che concerne l’ambientazione e la sensazione di ripetitività è abbastanza evidente sin dalle prime battute. Risultano, inoltre, poco vari i nemici, seppur distinguibili, e le loro textures non sono particolarmente curate. Anche l’intelligenza artificiale pare un po’ approssimativa, soprattutto in relazione ad altri titoli usciti negli ultimi tempi.
Wolverine
Sicuramente è il personaggio più riuscito e noto tra tutti quelli del fumetto; è perciò scontato che il primo livello sia affidato a questo mutante dalle lame d’adamantio per richiamare le attenzioni del sul gioco. Partiamo dalla visuale: non si tratta della solita vista 3d con completa possibilità di rotazione per osservare l’intero scenario, bensì avremo a disposizione una visuale alla Ninja Gaiden, per intenderci, ovvero bloccata sul personaggio e che si adatta automaticamente al livello. Questa soluzione rende abbastanza complicato affrontare le ingenti orde di nemici che assalgono il nostro alter ego virtuale, soprattutto perché lo zoom è piuttosto statico. Questa sensazione di impotenza è acuita dagli scontri con nemici dotati di armi da fuoco: è difficile realizzare, nella concitazione del combattimento, da dove vengano i proiettili senza poter ruotare la visuale. Per il resto le mosse a disposizioni sono sufficientemente varie, niente di più. Con soli tre tasti si può disporre agevolmente dei nemici, ma a questa intuitività non si associa una sufficiente evoluzione delle mosse nel procedere del gioco. Nonostante si apprendano nuovi poteri con i geni di mutazione ottenuti a fine livello, gli attacchi più efficaci resteranno quelli più semplici, appresi in principio del gioco. E’ questo un fatto che non garantisce grande profondità all’azione. Buona la modalità “furia”, che consente, previo accumulo di energia, pochi secondi di numerosi e velocissimi attacchi con le lame ai nemici, mietendoli senza difficoltà. Ricorda molto il “fury” di cui era dotato Cloud, il protagonista Final Fantasy VII, seppure passando da un classico RPG ad un action game. Analizzando, poi, i livelli dedicati a Wolverine, sono i più lunghi tra quelli dei tre personaggi, ma rimangono abbastanza piatti e non garantiscono grande interattività, a parte qualche barile da tagliare e due o tre sezioni segrete che si celano dietro muri scalcinati, per la verità abbastanza facilmente riconoscibili anche dai giocatori più inesperti, no c’è granché di interessante.
Uomo Ghiaccio
I livelli legati a questo personaggio offrono una maggiore varietà rispetto a quelli di Wolverine. Il gioco cambia: dovremo scivolare sull’usuale nastro di ghiaccio che crea il personaggio al suo passaggio, come su di una sorta di surf glaciale. Nel mentre, dovremo colpire con i vari raggi congelanti e grandinate i nemici che ci si pareranno di fronte. Anche in questo caso la resistenza opposta dai nemici non sarà particolarmente accanita e le vere difficoltà sono rappresentate dall’apprendimento del “mezzo di trasporto” di cui disporremo.
Nightcrawler
Se nei due casi precedenti il gioco rasenta la sufficienza, il discorso cambia per Nightcrawler. Finalmente, usando questo personaggio si ha la sensazione di provare qualcosa di nuovo: si può ruotare a piacimento la visuale, esplorare abbastanza liberamente le arene di gioco grazie al teletrasporto e colpire i nemici con la tecnica del dislocamento. Avvincente la possibilità di scegliere se passare nell’ombra sfruttando le abilità telecinetiche del protagonista, oppure affrontare i nemici corpo a corpo. La resa complessiva di queste sezioni, con le dovute proporzioni, può essere avvicinata allo stile di Soul Reaver, seppure la brevità dei livelli disponibili non renda giustizia alla giocabilità ottenuta.
Giudizio complessivo
In conclusione, possiamo dire che ci troviamo di fronte ad un buon gioco, con una grafica discreta, ma non impressionante, una giocabilità buona, ma non troppo varia, una scarsa longevità non lenita dai costumi alternativi acquisibili come bonus. Insomma il solito import da titolo cinematografico che lascia più interrogativi che certezze: la base è buona, ma il risultato non rende piena giustizia alla fama del titolo.
Caratteristiche Tecniche
Multigiocatore: NO System Link: NO Memory Unit: 8 BLOCCHI Colonne sonore personalizzate: NO Dolby Digital: SI
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