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Piattaforma:
Game Info Game Review Screenshots Gallery
Voto Globale 9.5
Grafica 10
Audio 9.5
Giocabilità 9.5
Innovazione 9
Durata 9.5
Gears of War
Reviews
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Galleria Completa

Informazioni di Gioco

Connettività: System Link, Xbox-Live
Risoluzioni: 480p, 720p, 1080i, Widescreen
Audio: Dolby Digital 5.1
Personalizzazioni: Soundtracks
Modalità Offline: Cooperativa
Modalità Online: Cooperativa, Gioco di squadra
Numero di Giocatori: 1-2
Numero di Giocatori Online: 8

Il giorno dell’emersione

Sera, un lontano pianeta, era stato colonizzato dagli uomini per poterne sfruttare le proprie risorse energetiche rappresentate dall’imulsion, un liquido dorato paragonabile al nostro petrolio. Come per tutte le più preziose risorse energetiche anche l’imulsion fu causa di lunghe guerre sulla colonia. Finalmente la pace giunse, portando prosperità e benessere che si rifletteva sulle magnifiche città trasudanti cultura che fiorirono su tutto il pianeta. La pace però, come spesso accade e ci si aspetti, non era destinata a durare in eterno. Quello che nessuno poteva immaginare era da chi questa tranquillità sarebbe stata brutalmente sconvolta. Gli umani ignoravano l’esistenza nelle profondità del pianeta delle locuste, una razza autoctona dall’aspetto mostruoso. Per qualche motivo queste locuste si organizzarono e sferrarono un attacco a livello planetario per annientare i nuovi abitanti della superficie. L’attacco fu tremendamente efficace, le locuste sbucarono simultaneamente dal sottosuolo nel centro di tutte le città cogliendo di sorpresa tutti. Quel tragico giorno venne ricordato come “Il giorno dell’emersione”. La resistenza umana non fu mai all’altezza dell’attacco subito e dopo milioni di morti, i pochi sopravvissuti si trincerarono sull’altopiano di Jacinto protetto da uno spesso strato di granito sotto la superficie. Come ultimo atto gli uomini distrussero tutte le città del pianeta usando potentissimi cannoni laser orbitanti, per evitare che venissero utilizzate dalle locuste, lasciando così ai sopravvissuti un pianeta in totale distruzione.

14 anni di resistenza, ultime speranze di salvezza

Sono passati 14 anni dal “Giorno dell’emersione”, 14 anni di resistenza, gli uomini sopravvissuti sono sempre di meno e il pianeta se possibile ancor più disastrato. Le locuste sferrano attacchi sempre più intensi e penetranti nell’ormai non più difendibile altopiano di Jacinto. Dopo tutti questi anni di passiva resistenza viene fonda l’organizzazione COG (Coalition of Ordered Government) che ha come unico fine quello di eliminare il nemico. Per questo scopo vengono create le squadre Gears, e data la scarsità di uomini vengono reclutati nelle proprie fila anche criminali assassini e traditori. Tra loro c’è Marcus Fenix, il nostro alter ego nel gioco, uno dei migliori uomini che la resistenza abbia ancora in vita, che venne incarcerato per insubordinazione ad ordini diretti dei suoi superiori per andare a salvare, invano, suo padre, ed è proprio in queste carceri di massima sicurezza di Jacinto, ormai invasa dalle locuste, che prendiamo il controllo di Marcus e iniziano le speranze di salvezza per i superstiti di Sera.

La “next-generation” inizia da qui


Il comparto grafico è l’elemento vincente e a tratti stupefacente del gioco permettendogli di guadagnarsi il titolo di vero “next-generation” e per molto tempo sarà il metro di valutazione, sotto l’aspetto grafico, di tutti i prossimi titoli.
Navigando nel menù di gioco, ne apprezziamo la semplicità nella sua struttura ed una buona cura nei singoli elementi quali sfondo animato, blocco del menù e informazioni base, uso di determinati fonts, che accostati tra loro creano un’interfaccia grafica bilanciata e senza elementi disturbanti o sovrastanti.
Con pochi passaggi nel menù saremo proiettati immediatamente nel gioco ai comandi di Marcus, non ci saranno video introduttivi a raccontarvi cosa è successo prima di allora (un video a riguardo partirà dopo 50 secondi di attesa nella prima schermata del menù dove c’è la scritta “premi start”), ma solo una lurida cella di massima sicurezza completamente buia con locuste che sbavano da una grata sul soffitto. A liberarvi dalla vostra prigione, che sta trasformandosi in una gabbia mortale, è Dominique, un vostro vecchio amico che vi accompagnerà durante il gioco. Una volta aperta la spessa porta di metallo si rimarrà stupiti dalla qualità eccelsa dei modelli dei personaggi. Il loro aspetto è sicuramente caricaturale nelle proporzioni fisiche ma ciò non sarà assolutamente un elemento di disturbo. Indossano armature a placche, curate ottimamente nel modello e nelle texture, non sarà facile abituarsi subito alla qualità dei personaggi e perderemo i primi minuti a girare la visuale per gustarci al meglio ogni minimo particolare scoprendo che non presentano cedimenti grafici e la mancanza di aliasing ci farà sembrare di controllare un personaggio in CGI (grafica computerizzata). La cura dei personaggi non si limita ai soli modelli, ma anche nelle loro animazioni, che rendono bene la stazza e “pesantezza” dei personaggi. Un piccolo appunto è da fare quando cerchiamo riparo, premendo il pulsante “A” Marcus compierà un movimento rapido che lo porterà a ridosso del riparo più vicino agganciandovisi letteralmente, in questo caso assisteremo ad un pattinamento innaturale sul terreno che però fortunatamente avremo molto raramente e solo quando cerchiamo di “agganciarci” ad un parapetto o muro molto lontano.  Altri piccolo difetto è lo strano senso di “inconsistenza” e assenza di peso di Marcus quando eseguirà capriole. Quest’ultimo difetto è sicuramente voluto e dovuto ad una necessità di far compiere nel più breve tempo possibile un’azione di scarto dal pericolo e renderla più lenta, per dargli un maggiore realismo, avrebbe reso inutile l’uso di questo movimento.
Una volta abituati alla qualità del nostro alter ego dovremmo “fare i conti” con l’ambiente circostante. Anche in questo caso ci troviamo di fronte ad un lavoro svolto in modo eccelso. Durante tutto il gioco, raramente avremo la sensazione o troveremo parti trattate in modo superficiale. Le ambientazioni cupe, le macerie onnipresenti, il degrado sociale delle poche comunità di sopravvissuti fanno da forte contrasto alle spettacolari architetture di stampo gotico con spunti grotteschi, rendendo perfettamente l’idea di una civiltà al culmine della sua magnificenza pesantemente sfigurata dalla cieca e devastante violenza della guerra. Spesso, dopo avere ripulito una zona dalle locuste, ci dedicheremo ad una attenta osservazione dell’ambiente circostante, scoprendo tra le macerie architetture e luoghi che ci suggeriscono un passato di benessere di tranquillità e soprattutto di felicità. Quelle stesse architetture devastate però ci ricordano un passato fatto di morte, distruzione, disperazione e fallimenti protratti fino “ai giorni nostri” e quindi anche quei ricordi di tempi felici si trasformano in ricordi amari da lasciarsi alle spalle per vivere con freddezza e distacco il presente. Queste sono le emozioni che i designer del gioco vogliono trasmetterci perché sono le stesse che il nostro protagonista prova e trasmetterci.
Avremo modo di muoverci tra strette vie e spaziose aree dei quartieri di Jacinto, attraverso piccole case e grandi palazzi, sottoterra o su mezzi. Le ambientazioni come detto sono molto curate non presentando un minimo cedimento qualitativo dribblando molto bene il rischio di creare ambienti ripetitivi. In alcuni casi ci troveremo di fronte a scenografie di altissima qualità e rimpiangeremo l’impossibilità di trasformare quello scorcio in una bella immagine per il nostro desktop.
Altro elemento fondamentale del gioco è l’orientamento orrifico che ci presenterà scene ispirate ai più classici dei giochi horror come Resident Evil, muovendoci per le strade e interni spesso ci troveremo ad osservare resti di uomini dilaniati, in putrefazione, squoiati e impiccati, con tanto di mosche che gli girano intorno. In alcuni casi girando l’angolo la telecamera inquadrerà bruscamente  resti umani facendo saltare sulla sedia i più suggestionabili. Come se questo non bastasse durante i combattimenti avremo a che fare con scene decisamente violente e non adatte ai più sensibili (scene censurabili nelle opzioni di gioco, ma perderete una parte fondamentale del gioco). Quando andremo in modalità mira e crivelleremo di colpi i nostri nemici li vedremo sprizzare sangue da tutte le parti, effetto reso molto bene e avremo la sensazione che ogni singolo colpo crei uno zampillo di sangue in quell’esatto punto del corpo colpito e se si ha una buona mira potremmo fargli saltare la testa. Se la cura maniacale per la dilaniazione del nemico non vi fosse chiara, quando farete saltare la testa ad una locusta vedrete la testa che si spappolerà lasciando attaccato al corpo solo il cervelletto penzolante, provare per credere con l’arma da cecchinaggio. La cruenza nel combattimento non si ferma di certo qui, infatti i nostri nemici potranno essere brutalmente e letteralmente affettati, tagliati in due parti usando il fucile d’assalto lancer munito di una baionetta a motosega; in questo caso ci troviamo di fronte a violenza pura! Marcus partendo dalla spalla affonderà la sua motosega fino al bacino facendo cadere le due parti del corpo straziato in due direzioni diverse, durante questo processo di macellazione la crudeltà dell’azione è sottolineata da urla strazianti della vittima e di puro piacere di Marcus, mentre la telecamera sarà letteralmente inondata di schizzi di sangue del malcapitato fino a coprirci del tutto la visuale! Una volta vista questa scena vedere le locuste esplodere in mille pezzi che volano da tutte le parti dopo avergli lanciato o attaccato addosso una granata vi sembrerà di assistere ad una scena comica di Willy il Coyote che esplode sopra una mina TNT! Da questo momento in poi non vedrete l’ora di affettare un’altra locusta o giocatore in partite multiplayer!
Ottimo è l’utilizzo della telecamera che da alle inquadrature un taglio cinematografico nei vari “momenti di pausa” dove i nostri personaggi si dedicano all’analisi della situazione e alla pianificazione delle prossime mosse. Interessante è anche l’utilizzo del pulsante “Y” per inquadrare punti di interesse. Questi punti di interesse sono dei più vari, ad esempio nel primo capitolo appena inizierà il gioco un elicottero degli alleati bombarderà per errore la nostra zona, immediatamente in sovra impressione ci verrà suggerito di tenere premuto il pulsante “Y” per inquadrare e seguire automaticamente tutta la scena, noi potremmo quindi scegliere se osservare il tutto o procedere nel nostro cammino e focalizzare l’attenzione su altro. L’utilizzo del tasto “Y” si rivelerà molto utile per individuare la posizione dei nostri compagni soprattutto quando sono stati abbattuti, questo perché essi non moriranno mai ma potranno essere abbattuti e rimarranno a terra fin quando non ci avvicineremo a loro e premendo il tasto “X” li rianimeremo. Altro utilizzo del pulsante “Y” è dato dalla necessità di individuare rapidamente da dove stanno arrivando le locuste che spesso spuntando da sottoterra non sono immediatamente individuabili e in questi casi la rapidità è fondamentale perché lanciando una bomba in quei punti richiuderemo il buco dal quale stanno uscendo. Ben riuscito è l’utilizzo della telecamera quando si corre, infatti essa si posizionerà dietro di noi leggermente in basso dondolando in modo frenetico come se dietro di noi ci fosse una persona a seguirci con una telecamera tenuta senza cura in mano come se stesse facendo delle riprese “in emergenza”, mentre l’ambiente circostante subirà una lieve distorsione per dare un effetto velocità. Le uniche pecche rilevabili sono fondamentalmente due. La prima riguarda l’utilizzo di alcuni ripari fatti con blocchi di granito, in alcune zone il loro utilizzo o meglio la loro presenza sembrerà decisamente forzata e poco credibile. La seconda riguarda la poco approfondita interattività con l’ambiente circostante, in diverse occasioni percepiremo la possibilità di una maggiore interazione ma sarà appunto solo accennata.


Troppa cura per la grafica a discapito del gameplay?

Questa è la prima domanda che ci sorge spontanea dopo averne ammirato la qualità grafica. Spesso grafica e gameplay non sono fedeli alleati, dove la cura di uno va proporzionalmente a discapito dell’altro. In questo caso però possiamo dire che la grafica e gameplay sono un buon connubio.
Il gioco cerca di fondere insieme diversi generi di gameplay che possiamo riassumere così: è uno sparatutto con elementi strategici a sfondo orrifico, un gioco così detto in “seconda persona” (con inquadratura in terza persona ma la telecamera è immediatamente sulle spalle di Marcus) con possibilità di passare in “simil prima persona” (molto diversa dalla “prima persona” classica, è la così detta modalità mira, dove tenendo premuto LT zumeremo la visuale, apparirà il mirino dell’arma, Marcus sarà ancora visibile su un lato e suoi movimenti trasversali saranno molto rallentati tanto da rendere sconsigliata e improponibile questa visuale per andare in giro).
Il meccanismo del gioco è semplice, entrando in una zona infestata da locuste ci troveremo nella necessità di ripararci da qualche parte e da quel riparo pianificare i nostri attacchi. In zone aperte e ampie dovremo affrontare il gioco in modo strategico sfruttando i ripari a nostra disposizione per poter trovare la migliore posizione per stanare le locuste dai loro ripari o costringerle a farle uscire allo scoperto. Un ulteriore elemento di strategia, anche se il suo utilizzo non è ma cruciale, è dato dalla possibilità, dal secondo capitolo in poi, di dare semplici comandi agli altri componenti del gruppo. Questi comandi sono tre: “Riunisci” per radunare la squadra vicino a noi, “Attacca” per un breve periodo di tempo i nostri uomini saranno più intraprendenti nell’avvicinarsi al nemico e a sparare in campo aperto, “Cessa il fuoco” per un breve periodo rimarranno al coperto. In ambienti stretti e al chiuso prevarrà un gameplay frenetico e concitato tipico dei più classici sparatutto. Le “zone di battaglia” sono ben studiate e mai ripetitive permettendo di cadere raramente in situazioni di conflitto ripetitive, e andando avanti nel gioco ogni capitolo avrà qualcosa di nuovo da aggiungere al gameplay.
L’arsenale a nostra disposizione non è dei più folti ma comprende tutte le tipologie di armi che normalmente sono presenti in uno sparatutto. Il nostro armamento è composto dalle classiche  pistole automatiche e semiautomatiche, da un fucile di precisione, a pompa e un paio di mitragliatori, un lancia razzi, una balestra che spara frecce esplosive per arrivare ad un’arma con supporto satellitare. Tra le armi degne di nota possiamo segnalarne tre. La prima fra tutte, è il già citato fucile d’assalto lancer, l’arma più preferita dai militari “Gears”, adatta per combattimenti di media distanza e da mischia. L’arco torque, una balestra futuristica che spara frecce che esplodono un secondo dopo essersi piantate su una qualsiasi superficie o nemico facendolo saltare in mille pezzi, la parte caratterizzante dell’arma è la possibilità di sparare frecce usando una mira balistica o diretta, infatti come una normale balestra per sparare la freccia bisogna tendere l’arco tenendo premuto RT, mano a mano che l’arco si tende avremo un mirino che disegna l’arco di percorrenza della freccia se lanciata in quel momento, se invece facciamo tendere l’arco completamente la freccia avrà una traiettoria rettilinea. Come ultima arma degna di nota abbiamo il martello dell’alba, un’arma satellitare a raggio, ha la forma di una pistola, per essere usata si ha bisogno di ambienti aperti e cielo sgombro. Con la pistola utilizzando il puntare laser dobbiamo indicare al satellite il punto esatto da colpire tenendolo sotto mira per qualche secondo, una volta caricata la posizione dal cielo scenderà un raggio laser potentissimo che potremmo guidare per diversi  secondi poi il raggio inizierà a perdere la sua potenza distruttiva e dovremmo nuovamente ricalibrare l’attacco satellitare. Questa arma si rivelerà cruciale per uccidere alcuni nemici che le armi normali non sono in grado di uccidere, e comoda per stanare nemici dietro ripari. Interessante è l’utilizzo della “Ricarica attiva”: per ricaricare l’arma si utilizza il pulsante dorsale RB, ogni arma ha il suo tempo di ricarica mediamente lungo, in una azione concitata si ha  la necessità di procedere in una ricarica più veloce possibile, in questo caso dopo aver premuto una volta RB dovremmo ripremerlo con il giusto tempismo avendo così una “ricarica attiva” cioè più veloce, la ricarica attiva può essere di due tipi “riuscita” e “perfetta”. Se si ottiene una ricarica perfetta, oltre a ricaricare più rapidamente l’arma, si causeranno danni leggermente maggiori. Usare la ricarica attiva ha i suoi rischi, infatti si può incorrere in una “ricarica attiva fallita”  con il conseguente inceppamento dell’arma che allungherà di molto i tempi di ricarica.
I programmatori affermano di essersi ispirati molto e principalmente ad Halo 2 durante lo sviluppo del gioco. In effetti alcune, molte, creature ricordano le più famose creature della bungie, in alcuni casi potremmo parlare di una vera e propria trasposizione dei modelli con modifiche comportamentali. Altro elemento mutuato è l’utilizzo di energia vitale che si rigenera automaticamente quando non si è colpiti. La diminuzione di energia vitale è sottolineata dalla graduale formazione al centro dello schermo del “Crimson Omen”, un teschio dentro un ingranaggio rosso. Quando il Crimson Omen sarà completamente visibile voi sarete morti.

Esplorazione, strategia e frenesia a sfondo horror

Questo è quello che il gioco ci offre ed è bene ribadirlo e chiarirlo, in quanto questi aspetti possono non emergere tutti osservando i vari video presenti in rete o facendo solo una partita veloce.
L’esplorazione, vi accorgerete, è un elemento che non mancherà mai, capiterà di  fare lunghe passeggiate esplorative senza incontrare nemici, potendovi dedicare con piacere all’osservazione dell’ambiente circostante,  e sarete “costretti” ad osservare ogni angolo se vi dedicherete alla raccolta delle 30 piastrine dei militari caduti sparse per tutto il gioco.
La strategia di campo si rivelerà fondamentale nell’affrontare i nemici in ambienti di dimensioni medie ed ampie. Esplorazioni condite con elementi classici di un film horror.
La frenesia in puro stile FPS la avremo ogni volta che passeremo in modalità mira, ed esaltata in scontri ravvicinati o combatteremo in ambienti stretti.

Per i più esigenti(?)

Il gioco, come è normale che sia, presenta dei difetti che sono dati da una non ottima IA (intelligenza artificiale) dei nemici e dei compagni. Il gioco ci propone tre livelli di difficoltà, Casule, Difficile e Folle (quest’ultimo da sbloccare finendo il gioco in una delle modalità inferiori). Come spesso accade  il livello di difficoltà determina la IA, intelligenza dei nemici, ma in questo caso la loro intelligenza sembra essere sempre la stessa e la difficoltà del gioco è data “semplicemente” da una crescente intraprendenza dei nemici che vi si avvicineranno il più possibile per arrivare in mischia, avranno una mira migliorata puntando molto di più la mira verso la vostra testa e quindi se non vi riparate immediatamente morirete in mezzo secondo, una maggiore resistenza costringendovi ad avere una mira migliore e puntare anche voi il più possibile alla loro testa. Altro elemento migliorabile, anche se buono, è il sistema di puntamento. Ci troviamo di fronte a difetti rilevabili solo da giocatori molto esigenti ed esperti, che comunque in una visione globale del gioco sono problemi facilmente sopportabili.

Un multiplayer completo

Il titolo è stato definito da molti troppo corto, personalmente non mi trovo d’accordo con questa affermazione. Il gioco in singolo può essere finito in 8-12 ore che è esattamente la media della maggior parte dei giochi attualmente in commercio e che non siano GDR, il fatto che sia definito troppo corto è, a mio parere, imputabile solo al fatto che i giochi belli si vorrebbe non farli mai finire. In ogni caso giochi del genere puntano il 90% della longevità sul multiplayer che, anche in questo caso, arriva in soccorso  aumentandone la durata ad un numero virtualmente infinito di ore. Come avrete capito leggendo le informazioni di gioco ad inizio recensione, ci troviamo di fronte ad uno di quei rari casi in cui il multiplayer è trattato in tutti i suoi aspetti. Partiamo ad esempio dal supporto per tutte, e sottolineo tutte, le modalità multiplayer oltre al tradizionale Xbox-Live anche in System link e Schermo condiviso, giusto per andare incontro a tutte le esigenze e che tutti sperano sempre di vedere più spesso.

La modalità cooperativa è uno di quegli elementi che tutti i giocatori apprezzano in un gioco e che ci permetterà di rigiocare volentieri il titolo con un nostro amico o invitarlo per farsi dare una mano per superare un punto ostico. Infatti se ad esempio state giocando da soli la storia e in quel momento c’è un vostro amico online potete invitarlo ad unirsi alla vostra partita in corso iniziando dall’ultimo punto sosta senza dovere quindi necessariamente iniziare da capo il livello. In una partita cooperativa se il vostro compagno viene abbattuto potrete correre a rianimarlo, ma se verrete abbattuti entrambi dovrete iniziare il gioco dall’ultimo punto sosta. Chi hosterà la partita vestirà i panni di Marcus Fenix, mentre l’amico invitato userà Dominic Santiago.

La modalità versus è solo “Team Oriented” cioè basato sul gioco di squadra, avremo quindi una fazione Umana e una di Locuste, non sarà possibile giocare in modalità tipo “Tutti contro tutti”. Il numero massimo di giocatori è fissato ad 8, 4 contro 4. Il numero “esiguo” di giocatori non deve preoccuparvi dato che gli sviluppatori hanno creato delle mappe perfette per questo numero e dato che questo il gioco versus rispecchia esattamente i meccanismi e gameplay presenti nella versione giocatore singolo, avere più giocatori avrebbe snaturato questi meccanismi e reso gli scontri impraticabili.
Il gioco versus come detto vuole ricalcare fedelmente il gameplay del giocatore singolo, avremo quindi forti elementi strategici fusi a momenti frenetici, però avremo da combattere avversari con una intelligenza non artificiale e quando un componente della nostra squadra sarà abbattuto dovremmo correre a rianimarlo prima che il nemico gli dia il colpo di grazia eliminandolo definitivamente. Quindi se giocarci da solo vi è piaciuto in modalità versus vi piacerà e coinvolgerà ancora di più. Le partite sono divise in turni che si completano quando si raggiungono gli obbiettivi fissati dal tipo di partita.

I tipi di gioco sono tre:

•    Zona di guerra: le due fazioni si affrontano con l’obbiettivo di eliminarsi a vicenda
•    Assassinio: ogni squadra ha un suo leader, il colonnello Hoffman per gli umani e RAAM per le locuste. Lo scopo è quello di uccidere il leader della fazione avversaria, chi uccide il leader avversario diventa nel nuovo turno il leader della propria squadra e solo lui ha la possibilità di raccogliere per primo le armi pesanti presenti nella mappa. Una volta raccolte però può buttarle per terra in modo che i suoi compagni posano prenderle
•    Esecuzione: simile a zona di guerra, ma in questo caso invece di morire dopo l’abbattimento e dissanguamento il giocatore viene rianimato. L’unico modo per eliminarlo è usare un attacco speciale


Abbiamo a disposizione 10 mappe, alcune tratte direttamente da scenari della partita giocatore singolo, altre create ex-novo. Anche in questo caso ci troviamo di fronte ad ambientazioni eccezionali ed in alcuni casi inedite mai viste nel gioco in singolo, tanto che ancora una volta la nostra mascella correrà il rischio di slogarsi, quindi quando vorrete far smascellare i vostri amici oltre a fargli vedere le ambientazioni del gioco singolo gli farete da Cicerone anche per le mappe multiplayer. La cosa che ci lascerà di stucco è anche la qualità grafica del gioco che inevitabilmente per esigenze di risorse hardware costringono normalmente i programmatori ad abbassarne il livello. In questo caso assistiamo ad un’ennesima prova di forza del Team Epic che è riuscita a sfruttare la potenza della Xbox 360 in modo ineguagliabile rendendo la differenza grafica tra il gioco singolo e quello multiplayer e a schermo condiviso quasi impercettibile!
L’unica pecca rilevabile nel multiplayer è la presenza di opzioni per personalizzare in modo “serio” le partite, trovandoci praticamente a giocare il multiplayer con le stesse opzioni del giocatore singolo.

Musica per le nostre orecchie

Le basi musicali usate sono ben curate e sottolineeranno in modo egregio senza sbavature o risultare invadenti tutte situazioni di gioco. I rumori ambientali ci terranno tesi nei momenti di calma apparente come avviene nel più classico film horror, l’uso di suoni ambientali raggiungerà il suo livello maniacale quando ad esempio avvicinandoci ad un corpo in putrefazione infestato di mosche potremmo sentirle ronzare. La stessa cura è data alle armi tanto che ad esempio quando un caricatore starà per svuotarsi sentiremo un rumore secco delle molle del caricatore che inizia ad andare a vuoto. Suoni perfettamente sincronizzati tra i proiettili che escono dalla canna dell’arma e la vibrazione del pad. La localizzazione italiana dei dialoghi dei “Gears” è buona, anche se alcuni personaggi di contorno come il  colonnello Hoffman non è doppiato assolutamente in modo sufficiente. Per quanto riguarda i dialoghi in generale, sono ben utilizzati per sottolineare le fasi concitate di gioco con imprecazioni o battute taglienti. Dialoghi che caratterizzeranno bene i vari personaggi.

Concludendo..

Killer App! Gears of War è senza ombra di dubbio il primo gioco “Next-Generation” e siamo contenti che il primo titolo degno di questo nome abbia fatto il suo debutto sulla nostra console. Il gioco da un punto di vista del gameplay può piacere o meno, ma è indubbia, e permettetemi di dire, indiscutibile, la qualità tecnica del prodotto finale. Ci troviamo di fronte ad una pietra miliare videoludica, un vero sparti acque con cui tutti i prossimi giochi dovranno confrontarsi.
Un gioco che saprà stupirvi con la sua grafica di assoluto primo ordine dal taglio horror e scenografie cinematografiche, che è riuscito a fondere bene diversi generi di gameplay rendendo il gioco coinvolgente e adrenalinico. Se cercate un gioco che faccia smascellare dallo stupore voi e i vostri amici, non potete sbagliare l’acquisto… anche perché… non troverete per diverso tempo niente di meglio!

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